Politica tripolare, convinzioni sempre più sconvolte

Attualità
Isernia venerdì 14 giugno 2019
di La Redazione
Altan
Altan © Termolionline.it

MOLISE. Credo che (tra coloro che si espongono, scrivendo sulla carta stampata) debbano essere in molti quelli incerti sul da farsi quando, periodicamente, occorra portarsi nelle cabine elettorali per esprimere il proprio suffragio a questo od a quell’altro politico. Per quanto mi riguarda, avendo fatto professione di apòta, è un po’ di tempo che vorrei occuparmi d’altro, evitando di battere il tasto sulla miseria politica incombente sui Molisani (ma non sulla sua classe politica).

Insomma, mi piacerebbe di non occuparmi più di questo o di quel politico e del glòmero dei ‘clientes che si agita intorno a certi nomi ed agli acrònimi che li ricomprendono in un così confuso amàlgama. Vorrei poter leggere di cose più serie, mentre mi piacerebbe scrivere soprattutto di argomenti più degni di essere trattati. Però questa predisposizione rimane un pio desiderio perché, bene presto, ti imbatti in attacchi, in urla scomposte, in battute malevolenti e maleolenti che ti raggiungono seppure tu te ne fossi restato chiuso tra le tue quattro mura. Allora, ti fermi un poco, provi a ragionare, eviti i gruppuscoli che presidiano le agorà di paese in modo da scansare le corride.

Eppure ognuno ha sempre avuto una sua idea della realtà derivantegli dalle inclinazioni e dalla cultura che, con gli anni, gli si stratifica dentro. Ma ‘rien à faire, perché, quando vai a confrontarti, trovi sempre qualcuno che vorrebbe capovolgere i tuoi convincimenti, a destra come a sinistra, citandoti ciò che ha letto qua e là sul proprio “evangèlo” giornalistico abituale, peraltro senza di averne manco metabolizzato i contenuti. E così, un confronto (che pure potrebbe rivelarsi positivo, ove non trascendesse a livelli di discussione da bar dello sport) si concreta in ragionamenti livorosi intinti in toni di dubbia morale con cui si nasconde l’intima inciviltà di cui sono intessuti.

Se provi ad esternare qualche perplessità con la punta della lingua, vieni insultato persino dall’amico di ogni giorno che – da uomo di parte - non condividerebbe mai l’onestà vera e totale di chi cerchi di vedere il buono e il cattivo di un politico o di uno schieramento, valutandone l’opera con critiche e con consensi. Se l’alterco continua, pare quasi che le parole funzionino al contrario e che la verità possa sempre essere rovesciata con una mezza battuta ad effetto. Tu vorresti occuparti di altro, ma quell’atteggiamento ti indispettisce e ti impedisce di non reagire. Possibile che l’avversario politico sia la sentìna di tutti i mali mentre i suoi concorrenti, appoggiati dall’amico che sta contrastando con te, siano tutti dei grandi uomini ‘sic et simpliciter’? Allora espongo un dubbio.

Sarebbe possibile far cadere qualcuno soltanto sulla scorta dei ‘gossip’, o delle analisi, ospitati dalla stampa locale? Ma soprattutto una tale posizione potrebbe essere degna di persone civili e responsabili? In poche parole, una Regione (o un’opposizione) potrebbero mai essere mandate a ramengo soltanto per odio verso chi è stato votato dalla maggioranza dei Molisani? Questa guerra insulsa al pescecane riapre la mischia dentro le tue due anime perché c’è chi vuole costringerti a dir bianco per non veder nero e non ti dà manco il tempo di metabolizzare l’idea. Per ciò stesso, questa gente consegue un risultato opposto a quello che si era prefisso. Insomma, non fai in tempo a pensare che non vuoi più scrivere di politica corrente, nauseato come sei, che subito ti vedi ribaltare i termini della verità per mero odio dell’avversario politico. E allora che fai, ti barrichi in casa e non scrivi più, facendo finta di niente?

No, perché ti si rivolta qualcosa dentro che ti costringe a rioccupartene, sia pure di malavoglia. E ti accanisci ancora di più soprattutto se poi c’è sempre il cretino di turno che – velenosamente - scrive, su di un ‘blog’, su di un sito, o su “Fb” e dichiara che tu sei un povero servo pagato dal potente di turno. Ma potresti mai, per gente come questa, abbandonare quelle magnifiche letture che avevi deciso di intraprendere od accantonare i tuoi giudizi sereni? No, ed allora t’incazzi ed adoperi le dita per digitare un articolo sul ‘p.c.’. Ma non solo, perché magari, dopo di avere già deciso che non avresti più votato per qualcuno, vedendo la verità oltraggiata sino a questo punto, ti costringi a turarti il naso e ad andare ancora una volta a votare per rispondere a chi ti impedisce di ritornare alle letture ed alla scrittura che ami.

Claudio de Luca