Sindaci e cittadini, controllori e controllati

Attualità
Isernia lunedì 17 giugno 2019
di Claudio de Luca
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Fascia tricolore
Fascia tricolore © Termolionline.it

MOLISE. Dumas père soleva dire: "Ogni popolo ha il suo Re che ha impersonato lo spirito della Nazione”.

Riducendo la sentenza alla condizione dei nostri Comuni, potremmo dire che ciascuno ha avuto i suoi Sindaci. Perciò è inutile che chiediate a me di citare (bene o male) questo o quello; tanto si tratta, paese per paese, sempre della emanazione che l’elettore ha voluto concedersi di volta in volta, votando spesso in ossequio all’imperante familismo od all’abituale comparaggio per evidenti motivi di convenienza. Di qui le situazioni che conosciamo. Purtroppo, nel deserto della disoccupazione e nella palude dei familismi, certa gente finisce con l’apparire granitica ed invincibile, regalando ad uno ciò che dovrebbe essere di tutti: 15 gg. da scopa-piazza a Tizio, un incarico di 6 mesi (per chiamata diretta) ad un presunto dirigente … Piccole cose a cui tutti fanno caso, ma standosene bene zitti perché – magari – la prossima volta la grazia potrebbe toccare ad un loro familiare. Ed è stato, a partire da questa sorte di ambigua compensazione, che tanti nostri Comuni hanno tollerato che – negli anni e nei decenni – si trovassero degli “equilibri” più avanzati sulla bilancia che ‘pesa’ il lecito e l’illecito. Contro certi andazzi non v’è chi voglia combattere una guerra; e così il malcostume e l’invadenza della politica han preso a farla da padrone.

Ma, a questo punto, il lettore si chiederà perché la pubblica opinione non si ponga di traverso a questa silente inerzia della società civile (non adùsa a ribellarsi seriamente per prendere in mano il suo futuro e per sconfiggere le forze del male che intendono continuare a tenerci nel vicolo cieco del sottoviluppo). Ma con quali mezzi dovrebbe rivoltarsi? Potrebbero bastare le marce, i buoni sentimenti ed i comportamenti virtuosi dei singoli, visto che la stessa Stampa (che ora si lamenta per la chiusura dei rubinetti economici da parte del Governo con stelle e spadone), pur lamentandosi, continua a pubblicare comunicati ufficiali col risultato di farci leggere le medesime cose e le stesse parole? Ed è qui che viene fuori la verità. La gran parte del nostro mondo molisano vive (e sopravvive!) nell’opacità di una sostanziale collusione, pronta ad adattarsi a codici negativi che hanno finito per regolarne il funzionamento.

Basta guardarsi intorno, in un giorno quale che sia, per vedere quanto radicata e pervasiva sia l’illegalità: il parcheggiatore abusivo, che la fa da padrone; l’idraulico che non ti dà la fattura; il curioso smaltimento dei rifiuti in questo od in quell’altro centro. Del resto, conoscendo la dialettica del mercato locale, non tutte le colpe possono essere interamente addossate a certe categorie: come minimo, il cittadino è un complice. Non sono forse, io, ‘compare’ del parcheggiatore abusivo se accetto di dargli la ‘mazzetta’ nel timore che possa combinarmi un brutto scherzo? Ma come potrei sottrarmi senza che la mia vita si complichi terribilmente, senza rischiare continuamente di dovere litigare, magari di venire alle mani, peraltro affaticandomi inutilmente per un risultato di cui nessuno si congratulerà e che – anzi – potrebbe fare di me un ‘dropout’, un reietto, un insopportabile rompicoglioni da cui girare alla larga? Così ragionando, ciascuno ritiene di avere maturato un certo diritto alla sua viltà; e se ne sta tranquillo.

Ma non finisce qui. Al forestiero a passeggio per i Comuni molisani, piccoli o grandi che siano, consiglio un’istruttiva ispezione: quella di levare lo sguardo in alto per notare come la gran parte dei caseggiati abbia una sopraelevazione. Forse saranno state condonate nel tempo, ma – all’inizio – erano tutte abusive. Qualche vicino se la sarà presa a cuore (ma solo perché era ‘prossimo’ e danneggiato); avrà chiamato i Vigili, ma poi anch’egli avrà mollato la presa, piegato dalla pervicacia di chi rimaneva tetràgono ad ogni sequestro cartaceo. Soltanto alla fine avrà capito che la migliore risposta all’abuso del vicino era semplice ed a portata di mano: un contro-abuso che avrebbe avuto buon èsito, data la scarsa solerzia del sindaco di turno. Tutti colpevoli, nessun colpevole. Tanto poi arriva sempre un condono che ti raggiunge anche … sotto le stelle. Come rimediare a certe palesi ingiustizie se l’intero ingranaggio sembrerebbe impazzito?

Claudio de Luca