«Ciao, cara Domenica», il ricordo di insegnanti e compagni di scuola

Attualità
Isernia martedì 02 luglio 2019
di La Redazione
Più informazioni su
Domenica Marchetti
Domenica Marchetti © Termolionline.it

TERMOLI. Il dirigente, Concetta Rita Niro, gli studenti, i docenti e il personale Ata dell’Istituto “Alfano da Termoli”, ricordano con una lettera aperta la 18enne Domenica Marchetti, morta a causa delle conseguenze del drammatico incidente stradale del 23 giugno scorso. Li aveva compiuti appena il 9 giugno.

«Ciao cara Domenica... In seguito ad un grave incidente è venuta a mancare oggi all’affetto dei suoi genitori e della sua famiglia, come a noi tutti, la cara esistenza di Domenica Marchetti. Aveva solo 18 anni, aveva frequentato con successo la 4A del nostro Liceo Classico nell’anno scolastico che si è appena concluso.

La morte di una ragazza lascia inebetiti, increduli.
Il nostro primo pensiero è per lei, per l’interruzione del suo progetto di vita, poi per il papà e la mamma, per la forza che dovranno trovare per sopravvivere; poi per i fratelli, i parenti, gli amici.

Noi, dirigente, docenti, studenti, collaboratori, personale Ata dell’Istituto Alfano, anche se meno vicini, siamo con loro tutti partecipi, perché l’abbiamo conosciuta a scuola, abbiamo condiviso con lei le circostanze quotidiane del lavoro e della gioia, della curiosità e della spensieratezza, della fatica e della speranza; e perché la morte di un giovane colpisce tutta la comunità, ognuno viene toccato nell’affetto, nel senso di impotenza, nel dolore per il dolore altrui, ed è spinto a riflettere, a interrogarsi, a ricercare un significato nella vita.

La perdita di un figlio è l’inversione dell’ordine naturale delle cose ed è la sofferenza più straziante che possa accadere nella vita di un uomo. Per una comunità educante, ogni ragazzo, ogni giovane in formazione è, prima di qualunque altra considerazione o definizione, un figlio, una figlia di cui prendersi cura, da far crescere, da accompagnare e da ascoltare. Per questo il dolore è grande anche per noi: a scuola noi ascoltiamo i sogni di vite che non vedremo ma che spingiamo al largo, a vele spiegate, verso i mondi sconosciuti del futuro.

Cara Domenica, tu hai, imprevedibilmente e nello sgomento di tutti, attraversato l’orizzonte più lontano in un colpo solo. Più chiaramente e definitivamente, ora, come l’etimologia del tuo nome suggerisce, sei del Signore.
Possa Egli dare, a quanti in questo momento sono straziati dal dolore, la pace che ricercano e a te il compimento di felicità e di bene che ci unisce nella speranza.

Ciao Domenica».