Dal Molise a Berlino, il signore dei diamanti Fabrizio Nestola premiato davanti alla Merkel

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Isernia martedì 09 luglio 2019
di La Redazione
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La premiazione di Nestola a Berlino
La premiazione di Nestola a Berlino © Padovaoggi.it

TERMOLI. E’ definito il signore dei Diamanti, Scorre sangue molisano nelle vene del professor Fabrizio Nestola, anche se è nato a Torino.

Nonni di Frosolone e Busso e la famiglia, con genitori e la sorella, Katia, docente che vive a Termoli, presidente dell’associazione Sorridere Sempre Onlus e vocalist apprezzata (in città anche il padre), si trasferirono da Torino sino a qui.

Lui, Fabrizio, di qualche anno più grande, classe 1947, è direttore del dipartimento di Geoscienze dell’università di Padova e docente di Mineralogia, dove è a capo di un laboratorio per l’indagine cristallografica in condizioni non ambientali di fasi mineralogiche di alta pressione.

Una eccellenza assoluta, tanto che i suoi studenti hanno scoperto un minerale e glielo hanno dedicato: la Nestolaite. Parliamo del 47enne Fabrizio Nestola, che di recente, a fine giugno, ha avuto il privilegio di essere premiato in Germania, alla presenza della Cancelliera Angela Merkel: è avvenuto nell’ambito della cerimonia dell’'Humboldt Research Award, concorso che onora l’intera opera di scienziati stranieri che, con le loro scoperte o con nuove teorie, hanno avuto un’influenza duratura sulla propria disciplina. I vincitori del premio sono invitati a realizzare progetti di ricerca di loro scelta in Germania, in collaborazione con colleghi per un periodo massimo di un anno.

Il premio ammonta a 60 mila euro.

Fabrizio Nestola è stato premiato sul suo lavoro sui diamanti, pietra che per lui ha un valore geologico eminerologico. Occasione più unica che rara che vada a uno scienziato italiano e anche piuttosto giovane.

A Fabrizio Nestola è stato attribuito il Premio per la ricerca scientifica Fondazione Humboldt durante Alexander von Humboldt Foundation Awards Ceremony che si è tenuta il 27 giugno a Berlino.

Come riferisce anche la stampa locale patavina, si tratta di «un riconoscimento assegnato annualmente a scienziati non tedeschi, autori di scoperte e innovazioni con un significativo impatto sulle loro discipline.

Il premio, conferito dal presidente Hans-Christian Pape alla presenza della cancelliera Angela Merkel e del presidente federale Frank-Walter Steinmeier, viene assegnato a cento scienziati di tutto il mondo, che per un anno collaboreranno con colleghi tedeschi su progetti di ricerca di elevato profilo. Nestola lavorerà con Frank Brenker della Goethe Universitaet di Francoforte (Istituto di Geoscienze e Mineralogia) studiando i diamanti naturali alla scala micro e nanometrica.

Il laboratorio, che ospita anche ricercatori stranieri di alto livello, è stato da lui attrezzato grazie a un finanziamento di 1,5 milioni di euro ottenuto nel 2012 dallo European Research Council (Erc). Nestola si occupa principalmente di fisica dei minerali e del loro comportamento ad alta pressione e alta temperatura, della definizione delle loro compressibilità ed espansioni termiche, delle loro transizioni di fase.

Un primo risultato di eccezionale rilevanza (la sicura determinazione della profondità di cristallizzazione di una olivina intrappolata in un diamante siberiano) gli ha fruttato il finanziamento Erc. Ha identificato molte delle inclusioni mineralogiche nei diamanti e calcolato la profondità a cui si sono formate attraverso un diffrattometro a raggi X a cristallo singolo. Tra i suoi lavori scientifici si ricordano quello pubblicato su "Nature" nel 2014 che riguarda la scoperta di ringwoodite, con una tecnica applicativa che il docente, unico al mondo, applica alle inclusioni ancora intrappolate nei diamanti. Dopo la scoperta che all’interno della Terra vi sono grandi quantità d’acqua, ipotesi solo teorizzata fino a quel momento ma mai scientificamente dimostrata, ha proseguito la ricerca pubblicando la dimostrazione di come si formano i diamanti super giganti (quelli caratterizzati da dimensioni fino a 3000 carati) a grandi profondità scoprendo anche la presenza di metano e idrogeno molecolare (Copertina di "Science" 2016) e infine (Copertina di "Nature" 2018) ha dimostrato in modo definitivo che la crosta oceanica superficiale può andare fino a circa 800 chilometri di profondità».