Assunzione in cielo di Maria Santissima: «Colei che scioglie i nodi»

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Isernia giovedì 15 agosto 2019
di La Redazione
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Don Benito Giorgetta
Don Benito Giorgetta © Termolionline.it

TERMOLI. Oggi la Chiesa festeggia l'Assunzione di Maria Santissima in corpo e anima, alla gloria del cielo. Questo assunto rappresenta un dogma di fede divenuto tale nell' Anno Santo, con la Munificentissimus Deus emanata da Pio XII il 1° novembre del 1950. Per i cristiani Maria, la madre di Gesù, rappresenta un porto sicuro cui approdare e da cui sentirsi capiti in profondità. Molto probabilmente questa grande fiducia riposta in Lei nasce perchè i credenti la percepiscono innanzitutto come una donna che ha vissuto sulla Terra in pienezza le difficoltà e le gioie di tutte le donne, mogli e mamme di questa terra.

In occasione di questa festività, proponiamo il Vangelo strabico di don Benito Giorgetta.

“In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua”.

Negli anni ’80, quando Papa Francesco era solo il sacerdote Jorge Bergoglio, scoprì durante un viaggio in Germania una immagine della Madonna la cosiddetta “Knotenloeserin” o Vergine che scioglie i nodi di cui riportò in Argentina varie riproduzioni e che è ormai l’oggetto di una forte venerazione popolare a Buenos Aires. L’immagine, attribuita al pittore settecentesco Johann Georg Melchior Schmidtner, si trova nella chiesa di St. Peter am Perlach ad Augusta, nel Sud della Baviera, e rappresenta la Madonna che scioglie i nodi di un lungo nastro che gli è offerto da angeli che si trovano alla destra del quadro, mentre altri angeli a sinistra raccolgono il tessuto ormai liscio. Il “sacerdote” Bergoglio fu colpito subito da quest’allegoria del ruolo di mediatrice della madre di Gesù e decise così di portarla con sé a Buenos Aires, dove iniziò a distribuirla a sacerdoti e fedeli.

Il futuro Papa Francesco, celebrando la messa a San Josè del Talar l’8 dicembre del 2011, sottolineò che questa rappresentazione della Madonna illustra il fatto che “Dio, il quale distribuisce la sua Grazia a tutti i suoi figli, vuole che noi ci fidiamo di Lei, che le affidiamo i nodi dei nostri peccati per fare sì che Lei ci avvicini a suo figlio Gesù”. Il forte accento posto sul potere di mediazione della Madonna, così come il fatto che la “Desatanudos” deve essere invocata in caso di difficoltà, in particolare matrimoniali, l’hanno reso molto popolare fra i fedeli argentini, che all’ottavo giorno di ogni mese formano lunghe file davanti alla chiesa di San Josè del Talar, nel quartiere di Villa Devoto, per poter pregare e chiederle la sua intercessione.

La solennità dell’Assunta in cielo che ci dona di vivere la certezza che Maria di Nazareth è in cielo in corpo e in anima diventa paradigmatica per ogni donna e per ogni uomo ricordando a ciascuno di noi che siamo vocati alla stessa realtà per cui fortemente siamo anche richiamati a vivere in modo da prepararci a questa dimensione. La Madonna, perché umile, docile e collaborativa con Dio, di cui è stata chiamata ad essere Madre, ci è di esempio perché, ciò che lei ha vissuto prima di noi, appartiene anche a noi qui in terra e poi nel cielo. Il cristiano è chiamato a guardare di più il cielo non solo per attingere nozioni metereologiche ma per imparare a pensare, amare, desiderare ed attendere Dio. La Madonna che ci guarda da lassù ci protegge e ci aiuta a prepararci ad abitare il cielo sciogliendo ogni nodo che ci tiene legati e zavorrati troppo, qua, in terra.