Perché non proviamo a volare alto?

Attualità
Isernia giovedì 19 settembre 2019
di La Redazione
Perché non proviamo a volare alto?
Perché non proviamo a volare alto? © Visione alchemica

MOLISE. Vivo in un Paese, un tempo importante, posto in una regione minima con due province ‘fumose’e con tipologie individuali e caratteriali di repertorio. Di intellettuali ve n’è tanti. Si tratta di scrittori, di poeti, di saggisti e di storici ‘patentati’ che, inavvedutamente, non hanno mai creata un’Associazione che li accorpi e che potrebbe vantare un Parnaso locale di facitori di rime di cui un accondiscendente recensore potrebbe vergare gloriosi epitaffi. L’inauspicata assenza di un sodalizio di artisti locali rende concreto il segno tangibile dell’individualismo esasperato imperante tra gli intellettuali (e non solo!) di questo dolce paese che non nomino. Per il resto, queste Comunità, ad onta della esibita ‘intellighentia’, non ostentano premi letterari ma riescono – affollatissimi - i ‘festival’ dedicati ai bambini. Non so se scordo qualcosa; ma, delle varie attività culturali imperanti, credo sia importante citare le riffe, le lotterie, le cacce al tesoro, le sfilate di cavalli di una volta, qualche ‘defilé’ in costume, le fiere mensili ed i mercati settimanali. Rimangono le agapi fraterne di un circolo cattolico; ma sono le uniche di cui, sicuramente, si farebbe bene a non parlare in una sede come questa, già tanto affollata da eventi culturali ben più importanti. Cosa potrebbe soggiungersi, allora, in ordine agli accadimenti ragguardevoli locali?

Sino ad alcuni decenni addietro, quando, grazie al fatto che esistevano le pagine regionali (uniche e ‘sole’) di tre quotidiani, qui non giungeva alcuna eco della ‘politica’. Al presente, dopo la lievitazione delle testate, si viene posti nella condizione di conoscere minutamente le cose più esaltanti che vi accadono: 1) cosa ha fatto nel pomeriggio di ieri il Presidente della Giunta regionale; 2) quali siano state le obiezioni mosse dalla consigliera calendina all’improvvido assessore isernino; 3) di cosa concionano i chiassosi ‘grillini’; 4) di quale colore sia l’elevata cravatta esibita dal sempre elegante neo-senatore dell’M5s … Insomma, grazie a certa Stampa (che si limita a comporre delle pagine su cui viene pubblicato di tutto), si rimane afflitti da veline a iosa, riuscendo ben di rado a leggere qualche opinione che si rispetti.

Alla luce di tali premesse, quali potrebbero essere i titoli più appetibili? Torneranno, o meno, le ceneri dei Santi Martiri? Sarà questo attuale l’ultimo degli anni in cui la ‘rinomata’ Fiera farà il gran salto, sganciandosi dalle brume di un ignobile ‘mercatone’, per ritornare almeno alle nobili origini borboniche? Il borgo rifiorirà a nuova vita grazie alle iniziative della ‘Pro loco’, adeguatamente supportate da un Ente che cede i propri locali, gratuitamente, manco quest’associazione (privata!) fosse un Ufficio comunale? Quale ‘star’ della musica leggera si esibirà nella festa grande, per l’invidia dei paesi vicini?

Non rimproveratemi di scarsa fantasia: ma credo di avere detto proprio tutto. Potrei soltanto avere scordato qualche particolare, ma si tratterebbe di minuzie indegne della grande cronaca in cui affonda – felice ed ignara – questa regione; minutaglia inutile persino per uno come me che cerca di navigare in silenzio, sicuramente attento a non svelare l’enorme importanza di questa terra, nel timore che giornalisti nazionali, sociologi, professoroni, letterati, sindacalisti, sottosegretari e vice ministri possano magari venire a disturbarci nel meglio dei nostri godimenti, vale a dire nel pieno del nostro lavoro più serio (che è quello di vivere alla giornata). Ecco cosa succede in questa crosta di vita che non fa rumore e mi sovviene cos’era e cosa si è lasciato che diventasse questa regione; e non sempre per colpa dei signori politici ma quasi sempre per colpa nostra che li foraggiamo col voto.

Quanta miopia in certi personaggi poco avveduti; ma pure quante disillusioni, insorte almeno nella parte più viva di questa comunità costretta a subire le paturnie di una minoranza organizzata da Famiglie che riescono sempre ad avere maggiore visibilità, sebbene appaiano sclerotiche nelle vedute ed inconcludenti nei risultati che vorrebbero conseguire. Qualche lettore potrebbe dire che sono fuori dal piccolo mondo locale; a me pare, invece, di essere nel giusto, nel buono e nel corretto vivere. Perciò, perdonate la presunzione e procediamo, invece, tutti insieme, ad un autoesame di coscienza civile. Ove ciò avvenga, sono certo che chi lo voglia potrà intendere i reali contenuti di un messaggio che invita a volare più alto.

Claudio de Luca