Monopattini elettrici, Comuni in ritardo su regole e sperimentazione

Attualità
giovedì 16 gennaio 2020
di Claudio de Luca
Monopattino elettrico
Monopattino elettrico © Dmove

TERMOLI. Sin dal 27 luglio 2019 i Comuni avrebbero dovuto deliberare il piano della sperimentazione per la micro-mobilità elettrica, regolamentando circolazione, sosta ed installando la segnaletica per indicare dove si può circolare con i monopattini. Le Giunte molisane non se ne sono occupate più di tanto, mentre avrebbero dovuto imporre persino l’obbligo della copertura assicurativa in caso di istituzione di servizi a noleggio di tali dispositivi. Per fortuna la norma vuole che la sperimentazione possa essere autorizzata, ‘in toto’, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto e che non potrà avere una durata superiore ai 24, con un minimo di 12. Ad ogni buon conto i Comuni avrebbero dovuto comunicare al Mit la volontà di accedere alla sperimentazione entro 30 giorni dall’adozione dei provvedimenti,per inviare una relazione sui risultati conseguiti entro tre mesi dal termine della sperimentazione.

Nel dicembre scorso un emendamento alla legge di bilancio ha stabilito l’equiparazione dei monopattini elettrici alle biciclette. Per ciò stesso, quelli conformi ai limiti (potenza motore 500 w e velocità max 20 km/h) sono equiparati ai velocipedi, come regolati dal precedente dlgs del 1992, ed ai Comuni è stata data la possibilità di far circolare i monopattini ‘in sharing’ più semplicemente, così come ai cittadini verrà data facoltà di utilizzare sia i propri mezzi sia di affidarsi ai servizi posti a disposizione dagli operatori del settore senza rischiare di incorrere in sanzioni. Questi mezzi potranno circolare su strada come fossero biciclette ed essere quindi inseriti nella disciplina del Codice stradale. Milano ha già avviato la sperimentazione. Per chi non ne rispetti le regole sono scattate sanzioni da 26 euro. Dal 29 ottobrescorso le società (o i soggetti) che gestiscono flotte di veicoli possono presentare le proprie manifestazioni di interesse o candidarsi per essere scelte dal Comune ad operare sul territorio. La circolazione deimicro-veicoli di mobilità elettrica a Milano viene consentita nelle aree pedonali a condizione che la velocità del mezzo non superi i 6 kmh, su piste e percorsi ciclabili e ciclopedonali e nelle Zone 30 con il limite di velocità di 20 kmh. Vietate le strade con la pavimentazione in sassi di fiume e le corsie preferenziali, anche in Zone 30.

Il decreto prevede che i dispositivi siano dotati di limitatore di velocità. Altre restrizioni riguardano le strade dove siano presenti le rotaie dei tram, a meno che esse non si trovino in una sede stradale separata, nelle aree di parcheggio a fondo cieco o nelle gallerie pedonali. Per il momento i monopattini elettrici possono circolare sullestrade pedonali mentre per le piste e corsie ciclabili e ciclopedonali e nelle Zone 30 bisognerà attendere la posa della segnaletica, come previsto dal d.m. I cartelli stradali dedicati alla micro-mobilità elettrica previsti sono 200. A Torino la sperimentazione è partita il 13 novembre 2019. Le sanzioni variano da 40 a 160 euro. Il decalogo della sperimentazione prevede che monopattini e ‘segway’ debbano riportare la marcatura CE ed essere dotati di segnalatore acustico e limitatore di velocità. La sperimentazione terminerà a fine luglio. Sul territorio di Rimini la circolazione dei dispositivi per la micro-mobilità elettrica è consentita esclusivamente in ambito urbano e la velocità non dovrà essere superiore a 15km/h, mentre nelle aree pedonali e nelle vie del centro storico non potrà superare i a 6 km/h.

Le critiche? Non si fa in tempo a gioire per la notizia che se ne confermano i pregiudizi di massima. I Comuni, con deliberazione giuntale, decidono in che strade si può circolare. Ma, dopo, devono spendere per installare apposita segnaletica nelle strade dove sia possibile andare in monopattino. Ciò significa piazzare e togliere pali. Poi: a) i monopattini li usano i maggiorenni (anche senza patente); b) i minorenni con patente categoria am; c) c’è l’obbligo di indossare un giubbino catarifrangente di sera e di montare un clacson. Insomma se volevamo dimostrare non solo di essere ultimi, ma di saper scrivere la legge peggiore, ecco, ci ha pensato l’ex-Ministro Toninelli!

Claudio de Luca