Traffico bloccato: ma le centraline registrano un aumento dell'inquinamento

Qualcosa non torna, i dati sono chiari e incontrovertibili: l'odore acre non è dovuto al traffico cittadino

Attualità
Isernia venerdì 17 gennaio 2020
di La Redazione
Più informazioni su
Inquinamento Venafro
Inquinamento Venafro © @iserniaweb

VENAFRO. Qualcosa che non torna c'è. I dati sono chiari e incontrovertibili: nei due giorni di operatività dell'ordinanza sindacale i numeri sull'inquinamento forniti dall'Arpa Molise, anziché diminuire salgono.

Oggi 16 gennaio il PM 10 è a 105, ieri a 102, e il PM 2,5 a 84, ieri a 80. Allora forse non sono le auto e i mezzi pesanti che circolano nelle strade cittadine ad inquinare l'aria respirata dai cittadini della piana di Venafro.

Forse quell'odore acre che aumenta con lo scendere della sera e che arriva fino ai comuni limitrofi non è dovuto al traffico cittadino.

Le cause sarebbero allora da ricercare altrove. Il sindaco di Venafro Alfredo Ricci al momento di emanare l'ordinanza ha detto che stavolta avrebbe preteso risposte e, nonostante le critiche ricevute a quello che sembrava un provvedimento particolarmente austero soprattutto per i venafrani, ha proseguito dritto per la sua strada spiegandone ampiamente le ragioni.

Alla luce di quanto segnalano le centraline Arpa dislocate a Venafro bisogna riconoscere che il suo provvedimento è stato un ottimo assist per impegnare chi di dovere a prendere in mano la questione inquinamento una volta per tutte.

Ora che è dimostrato come le auto non sono responsabili dello sforamento dei livelli minimi di PM 10 e Pm 2,5, è giusto che se ne ricerchi la causa.

Certo i livelli di sforamento nel fine settimana scenderanno, ma come dimostrato dai grafici disponibili sul sito Arpa Molise, scendono sempre nel fine settimana. A voler ricercare la reale causa dell'inquinamento a Venafro è anche il giovane consigliere regionale dei Popolari per l 'Italia Antonio Tedeschi che, proprio ieri, ha chiesto in maniera chiara e palese al Governatore Toma e ai Sindaci di Sesto Campano e Pozzilli di bloccare, attraverso dei provvedimenti specifici, gli stabilimenti che insistono nelle rispettive aree di competenza e che risultano essere quelli maggiormente impattanti sulla salubrità dell'aria.

Tedeschi lo chiama atto di coraggio e si appella a tutte le istituzioni che possono e devono agire in questo frangente al fine di salvaguardare la salute dei cittadini. Diritto alla salute riconosciuto e tutelato dall'art. 32 della nostra Costituzione e che, proprio dalle istituzioni ci si aspetta venga seguito e attuato.

Ora che il vaso di Pandora lentamente sta per scoperchiarsi tutti dovrebbero fare fronte comune per trovare le cause che stanno facendo ammalare il nostro territorio e con esso la sua gente. Naturalmente lungi da noi voler affermare che gli stabilimenti siti nel nostro territorio e che maggiormente impattano sulla salubrità dell'aria siano inquinanti, anzi forse anche proprio per evitare che questo "luogo comune" continui ad esistere tra i cittadini, potrebbero decidere di alternarsi con il blocco della produzione così da poter dimostrare con i fatti, una volta per tutte, quanto continuano ad affermare da anni con le parole.