Ristorante Cian, basta la parola: il fresco gusto della tradizione

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Isernia sabato 03 agosto 2019
di La Redazione
Cian
Cian © Termolionline.it

SAN GIACOMO DEGLI SCHIAVONI. Il Ristorante "Cian dal 1976" ha oggi sede a San Giacomo degli Schiavoni dopo tanti anni trascorsi a pochi metri dalla spiaggia litorale nord di Termoli. Nato per mano di Bruno Lanzone e della moglie Pina Ceccarelli, grandi appassionati di gastronomia, il Ristorante Cian propone ai suoi ospiti specialità della tradizione termolese a base di pesce sempre freschissimo. Il ristorante è oggi gestito dalla figlia di Bruno, Miriana Lanzone, che con grande successo porta avanti l'attività di famiglia in una nuova location al centro del borgo antico del paese. Ad oggi i piatti della tradizione sono esaltati dal giusto tocco di innovazione. L'attività gode di una posizione strategica particolare, a debita distanza dal caos cittadino ed accoglie i clienti in un ambiente raffinato e caldo. A parlarci del locale c'è appunto Miriana Lanzone, figlia del "creatore" del Cian.

Miriana, la prima domanda è doverosa: come è stato il passaggio da pochi metri dal mare di Termoli, all'entroterra leggermente in altura di San Giacomo degli Schiavoni?

"Il passaggio potrebbe sembrare azzardato, ma la nostra forza è stata ed è tutt’ora il nostro nome, una vera garanzia. Quarant'anni e più di tradizione culinaria hanno lasciato il segno e un pacchetto clienti consolidato. Aprire qui a San Giacomo è stato un caso. Dopo la chiusura a Termoli, molti clienti chiedevano di fare eventi con noi. Siamo venuti a conoscenza che a San Giacomo degli Schiavoni c'era un locale che era stato debitamente e opportunamente ristrutturato per la ristorazione, così siamo entrati, ci è piaciuto e abbiamo continuato a fare ciò che sappiamo fare meglio; insomma si è chiusa una porta e si è aperto un portone. Oggi la clientela è cambiata, ha delle esigenze diverse, che ci inducono obbligatoriamente ad una ricerca ancora più oculata della materia prima, che, ci tengo a precisare, deve essere sempre freschissima. In questo sono fortunata, ho l’aiuto di mio padre Bruno, il fondatore del Cian, un grande uomo con una vasta conoscenza ed esperienza dalla quale ampiamente attingo, perché lui sa veramente cosa vuol dire portare avanti la qualità.

Ho avuto anche la fortuna di vivere accanto ad una donna, mia madre Pina Ceccarelli, che è una cuoca superba. È lei che ha reso ogni nostro piatto un trionfo di sapori. Da lei ho imparato l’uso sapiente di pochi e semplici ingredienti, quali olio, pomodoro e basilico al fine di esaltare e non coprire la materia prima. Oggi offriamo ai nostri clienti ciò che era ed è la cucina tipica termolese, con un occhio di riguardo alla presentazione. Ormai si parla tanto di brodetto, zuppa di pesce, ebbene questi piatti bisogna saperli cucinare, bisogna avere la materia prima ottimale per renderli al meglio: la gallinella, la lucerna, la tracina, l’occhialino ecc... Abbiamo riscoperto un piatto tipico, il “taccozzo alla petarola”, (taccozze con il pesce pescato con un tipo di rete vicino alla costa), brodoso, molto apprezzato, che non contiene pesci con le lische. Il nostro piatto di punta. A questo si unisce un altro piatto, scaturito da una ricetta che ha creato la mia mamma: il Campofiloni, una pietanza molto strutturata, ma allo stesso tempo delicata, un tagliolino accompagnato da scampi, granchi, cicale, ecc; non svelo la ricetta, ma vi esorto a provalo. Inoltre, la nostra frittura di pesce ha una particolarità: per nostra scelta non usiamo friggitrici, ma allora come ora la frittura viene rigorosamente fatta in padella, tijella o sartagna, con olio sempre fresco con una impanatura croccante. Così la frittura ha senz’altro un altro sapore, ed è molto apprezzata dai nostri clienti.

Qui a San Giacomo, il cliente, non trova non solo l’ottima cucina di casa Cian, ma anche la tranquillità e il fresco garantiti dalla posizione del locale: è un angolino di pace e di relax e visto lo stress che siamo capaci di assimilare, offriamo un posto di nicchia per rilassarsi e degustare degli ottimi piatti accompagnati anche da ottimi vini sapientemente consigliati dal sommelier presente. Il locale gode anche di una bellissima struttura dehor con un terrazzo davvero invitante, anche questo un nostro azzardo. Abbiamo acquistato l’immobile e abbiamo sfruttato i due livelli esterni, molto ricercati, per ospitare i nostri clienti in un’atmosfera rilassante e all’aperto affacciato sulla piazza di un borgo medioevale in una location dal gusto antico.“

Com’è nata la tua passione per la cucina?

“Sin da piccola ho mostrato curiosità per la cucina, con il passare del tempo ho cercato di carpirne tutti i segreti, o quasi, fino ad arrivare ad oggi e continuare ad essere sempre più appassionata e innamorata di ciò che faccio. Ad oggi, al Cian, vi è un perfetto gioco di squadra e questo è sicuramente uno dei segreti del nostro successo. La sinergia, l’amore per la cucina, l’unione familiare si riversano anche all’interno del nostro locale. Ho uno staff eccezionale, siamo tutte donne, con un “piccolo aiuto” offerto da mio padre e mio marito, però, sia ben chiaro, a comandare sono sempre io!“

Un’ultima domanda: per chi non lo sa, da dove viene il nome “Cian”?

“Cian è un soprannome che diedero a mio nonno Giovanni, prematuramente scomparso. In sua memoria questo appellativo è stato volutamente scelto per dare il nome al locale e da allora Cian è sempre sinonimo di qualità, sapore e tradizione. Oggi aggiungerei con un pizzico di innovazione. Non mi rimane altro che invitarvi a provare per credere.”