Generazione Camilleri: lettori e fan dello scrittore in ansia per la sua sorte

Cultura
Isernia domenica 14 luglio 2019
di Chiara Gabriele
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Andrea Camilleri
Andrea Camilleri © Web

TERMOLI. L’Italia letteraria, l’Italia che ama uno dei maggiori esponenti letterari del ‘900, è con il fiato sospeso dal 17 giugno, data in cui il grande e famoso scrittore Andrea Camilleri ha avuto un malore, e da quel giorno non si è più ripreso. Camilleri, inventore del celebre personaggio “Montalbano”, è uno degli autori contemporanei più amati dai lettori italiani e non solo; numerosi i titoli che lo hanno reso famoso, non solo con i gialli ispirati al celebre commissario, ma anche testi di letteratura. Andrea Camilleri nasce in Sicilia, a Porto Empedocle, il 6 settembre del 1925. Dopo aver trascorso l’infanzia tra Roma e la Toscana, torna in Sicilia, dove nel 1943 consegue la maturità classica. Il suo esordio da artista, avviene già nel 1942, anno in cui inizia a lavorare come regista teatrale.

Si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia a Palermo, ma non arriverà alla laurea; in compenso però, nel 1949, viene ammesso all’Accademia nazionale d’arte drammatica, come allievo regista. I suoi primi racconti e poesie, vengono pubblicati tra il 1945 e il 1950, vincendo anche un Premio letterario, il Premio Saint Vincent. Il 1978 è l’anno dell’esordio in narrativa con “Il corso delle cose”, scritto addirittura dieci anni prima. Il grande successo, inizia ad arrivare dal 1980, con la pubblicazione di “Un filo di fumo”, primo di una serie di romanzi ambientati a Vigata, una cittadina siciliana immaginaria.Il primo romanzo poliziesco, con protagonista il famoso commissario Montalbano,“La forma dell’acqua”, è pubblicato nel 1994. Camilleri, oltre ad essere uno degli autori più amati della letteratura del ‘900, è anche uno di quelli più prolifici; i suoi libri, un centinaio, sono stati tradotti ed apprezzati in tutto il mondo.

La cosa che accomuna molti fan dello scrittore, è che leggendolo per la prima volta, non solo non l’hanno apprezzato minimamente, ma addirittura ne hanno lasciato la lettura alle prime pagine. Ovviamente la maggior parte dei lettori ha letto i libri più famosi di Camilleri, ossia quelli ispirati a Montalbano, e come tutti sappiamo, la peculiarità che li contraddistingue è il linguaggio, una sorta di dialetto siciliano italianizzato. Ho chiesto ad alcuni di loro, cosa li avesse spinti a riprendere in mano quei libri, la risposta unanime è che, “un pilastro della letteratura contemporanea, merita necessariamente di essere letto”.

La maggior parte dei lettori da me intervistati, mi hanno riferito che a furia di leggerlo, quella scrittura dialettale, piano piano è diventata quasi familiare, tanto da immaginarsi un signore anziano siciliano, magari con un sigaro in bocca, intento a raccontare loro la storia. Molto apprezzata la credibilità delle storie, schiette e senza nessuna apparenza. Nonostante si percepisca la sofferenza di quella terra, c’è quella vena umoristica che rende piacevole e gradevole la lettura. Diciamoci la verità, non si possono immaginare le storie di Camilleri scritte in italiano, perderebbero non solo di fascino, ma anche di quella emozione che si ha nel leggerle; e poi non sarebbe stata la stessa cosa se al posto dei “Cardascioso”, “Cimiare”, “Garrusiare”, e tantissimi altri termini pittoreschiche abbiamo imparato a conoscere, ci fossero stati termini di linguaggio corrente. Gli ultimi aggiornamenti, parlano di condizioni stazionarie, tuttavia tempo fa, Camilleri aveva dichiarato che Montalbano avrà una fine.

Il tutto è già pronto, ma vedrà la luce solo quando Camilleri non ci sarà più, è sua volontà che debba uscire postumo. Incrociamo le dita che questo ultimo libro, possa uscire il più tardi possibile.