Tesori dell'Altosannio, un gesto d'amore

Cultura
Isernia domenica 18 agosto 2019
di La Redazione
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Tesori dell'Altosannio
Tesori dell'Altosannio © Iserniaweb.it

AGNONE. Se qualcuno poteva avere dei dubbi circa l’attaccamento alla sua terra da parte di Enzo Carmine Delli Quadri, può tranquillamente cancellarli. Sabato scorso presso il rinnovato e molto funzionale salone del Circolo di Conversazione San Pio di Agnone, strapieno di un pubblico qualificato, l’ex manager aziendale ha presentato il ponderoso volume TESORI DELL’ALTOSANNIO di ben 560 pagine corredate di migliaia di foto a colori e, soprattutto, ricco di articoli scritti dallo stesso Delli Quadri e da decine di altri Cultori del territorio che da 8 anni contribuiscono a rendere interessante e intrigante il sito www.altosannio.it.

Il libro vuole essere un omaggio alla gente dell’Altosannio (ovvero Almosava acronimo di Alto Molise Sangro Vastese) e ai suoi numerosissimi tesori materiali e morali e, nel contempo, una denuncia per l’indifferenza e la noncuranza con le quali il sistema politico e mediatico italiano tratta questa sua ricchezza e, conseguentemente, affronta i suoi problemi economici, sociali, demografici e morali. Non a caso il sottotitolo del libro è: Terra mangiata senza pane (locuzione di Gustavo Tempesta Petresine).
Il libro è stato diviso in luoghi: della storia (i siti archeologici, i musei, la tavola osca); del silenzio (le abazie, gli eremi, le gole di Fara e del Sagittario, le chiese, i monumenti, i tratturi, i monti, i boschi); del cuore (luoghi dove sono nate o nascono le emozioni come una soffitta o una cantina con i loro vecchi arredi; il caminetto, la cucina, il balcone, la vigna, il bar); dell’anima (luoghi dove si ama, si odia, si ricorda, si sorride, si piange); del pensiero (con i grandi personaggi nativi dell’Altosannio, come Benedetto Croce o Silvio Spaventa; dell’arte (con Teofilo Patini e gli artigiani); della tradizione.
L’intento sotteso è comunque particolare:
Un “vicolo”, col selciato sconnesso e antico, non è niente, è un’umile cosa, non si può̀ confrontare con certe stupende opere d’arte della tradizione italiana.
L’antica “porta” dove conduce quella strada non è quasi nulla e le mura sono semplici bastioni dal colore grigio; pochi si battono con rigore, con rabbia, per difendere queste cose.
Tutti sono d’accordo nel difendere un monumento, una chiesa, un campanile, il cui valore storico è assodato; pochi si rendono conto che quello che va difeso è il nostro passato popolare.
I Cultori dell’Altosannio, con questo libro, intendono difendere questo nostro passato popolare.
Il volume, a colori e in carta patinata, è in vendita presso la libreria di Alessandro Ricci in Agnone, nelle librerie delle più gradi città italiane e, via internet, presso Mondadori, Feltrinelli, Hoepli, IBS, Unilibro e altri ancora.