Il libro di Bregantini sull’Arcivescovo Nuzzi nella Fondazione milanese del Cardinale Martini

Cultura
Isernia mercoledì 30 ottobre 2019
di La Redazione
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Bojanese, Rita Carla Codispoti, Arcivescovo di Campobasso-Bojano, S.E. Mons. GianCarlo Maria Bregantini ed Parroco dell’Antica Cattedrale di Bojano, l’Arciprete Don Rocco Di Filippo
Bojanese, Rita Carla Codispoti, Arcivescovo di Campobasso-Bojano, S.E. Mons. GianCarlo Maria Bregantini ed Parroco dell’Antica Cattedrale di Bojano, l’Arciprete Don Rocco Di Filippo © Rita Carla Codispoti

CAMPOBASSO. All’Arcivescovo Metropolita di Campobasso-Bojano, S.E. Mons. GianCarlo Maria Bregantini, a fine aprile, è giunta una Lettera dal Vaticano, della Segreteria di Stato della Santa Sede per la Giornalista Bojanese Rita Carla Codispoti, che ha realizzato, perché voluto dall’Arcivescovo Bregantini, il Libro “La Fede e la Carità dell’Arcivescovo, S.E. Mons. Antonio Nuzzi”, dell’Arcidiocesi di Campobasso-Bojano a cura di Rita Carla Codispoti, Responsabile delle Comunicazioni Sociali dell’Antica Cattedrale della Città di Bojano dall’anno 2008, nominata dall’Arciprete Don Rocco Di Filippo, Parroco dell’Antica Cattedrale. Il Libro, di 734 pagine, è edito da AGR Editrice (Arti Grafiche La Regione), rappresentata dal Titolare Gianfranco Galati, di Campobasso ed è stato presentato il 29 aprile 2018 nell’Antica Cattedrale, alla presenza dell’Arcivescovo Bregantini, dell’Arciprete Don Rocco Di Filippo, degli altri Parroci della Città di Bojano, Don Alessandro Iannetta, Don Giovanni Di Vito, dei Parroci dell’Area Matesina, Don Nicola Giannantonio e Don Luigi Astarita, di Don Michele Stasio e di altre Autorità Ecclesiali, Civili e Militari.

Agli inizi di agosto è giunta un’altra Lettera alla Giornalista Bojanese Rita Carla Codispoti da S.Em. il Cardinale Angelo Scola, già Patriarca di Venezia e già Arcivescovo di Milano, prima delle 85 Testimonianze raccolte, che si è complimentato con la Giornalista “per il grande lavoro svolto”.

Il 28 ottobre è giunta da Milano un’altra Lettera alla Giornalista Bojanese, riguardante il Libro sull’Arcivescovo Nuzzi, è del Presidente della Fondazione Carlo Maria Martini, Padre Carlo Casalone SJ, membro della Pontificia Accademia per la Vita, Gesuita come il Cardinale Martini a cui la Fondazione è dedicata.

Il Cardinale Carlo Maria Martini, Gesuita come Papa Francesco, che ha sottolineato come “la memoria dei padri è un atto di giustizia. E Martini è stato un padre per tutta la Chiesa”, è stato Arcivescovo di Milano dal 1979 al 2002, Teologo e Biblista di fama Internazionale, una delle figure più autorevoli della Chiesa contemporanea, Rettore della Pontificia Università Gregoriana, Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee dal 1986 al 1993, membro onorario della Pontificia Accademia delle Scienze; figura che ha ispirato il famoso Regista Ermanno Olmi nel Film-Documentario “Vedete sono uno di voi”, proiettato nel 2017 alla Mostra del Cinema di Venezia.

“Gentilissima signora Codispoti, ho potuto guardare con più calma in questi giorni il libro che ci ha inviato. La ringrazio molto e senz’altro lo custodiremo nella Biblioteca della Fondazione. Esso testimonia, attraverso una raccolta di documentazione storica ricca e puntuale, il rapporto di amicizia tra il Card. Carlo Maria Martini e Mons. Antonio Nuzzi – scrive il Presidente della Fondazione – nonché il legame dell’Arcivescovo di Milano con le popolazioni dell’Irpinia colpite dal terremoto proprio nell’anno di avvio del suo servizio episcopale”.

“I materiali che lei ha raccolto sono una preziosa integrazione di quelli che anche noi abbiamo sistemato nell’Archivio digitale della Fondazione, consultabile all’indirizzo

http://archivio.fondazionecarlomariamartini.it/fcmm-

web/search/result.html?jsonVal=&query=irpinia. Vi sono presenti due servizi fotografici che documentano – si legge nella lettera scritta da Padre Carlo Casalone – la prima visita di Martini in Irpinia nel giugno del 1981: uno è stato raccolto attraverso la Call for Documents lanciata due anni fa dalla Fondazione in occasione del 90° anniversario della nascita di Carlo Maria Martini e tuttora aperta, l’altro fa parte della Serie fotografica della Segreteria del Cardinale. E in entrambi i servizi troviamo anche l’Arcivescovo Nuzzi!”.

“Ringraziandola quindi per il suo lavoro, che testimonia tenacia e dedizione, e per il gentile pensiero di inviarci il libro – conclude nella Lettera il Presidente della Fondazione - ne approfitto per ringraziare anche S.E. Mons. GianCarlo Bregantini, che ha incoraggiato e sostenuto la realizzazione dell’Opera e che la prego di salutare con viva cordialità da parte mia. Assicurandole il mio ricordo nella preghiera, affido al Signore il suo servizio e il suo cammino”.

“Ringrazio l’Arcivescovo Bregantini per la Sua lungimiranza pastorale, per aver voluto che io portassi avanti questa Ricerca Storica ed Archivistica con risultati davvero importanti – ha dichiarato la Giornalista Codispoti – il Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Milano, S.E. Mons. Franco Agnesi, il Dott. Giovanni Facchini Martini, nipote del Cardinale Martini, figlio della sorella Maris, che mi ha ringraziato e si è complimentato con me “per il poderoso lavoro”, mi ha spiegato che “la Fondazione Carlo Maria Martini è stata creata dai Gesuiti, dall’Arcidiocesi di Milano e dalla famiglia proprio per tenere viva la memoria del Cardinale”, Padre Carlo Casalone per la sua sensibilità e gentilezza, Padre Mauro Bossi della Fondazione Culturale San Fedele di Milano, un’Opera della Compagnia di Gesù, e ricordo che i Gesuiti furono presenti nella Terra d’Irpinia all’indomani del terremoto che la colpì”.

“Un gesto straordinario, come ha ricordato il Cardinale Scola nella Sua Testimonianza e l’Arcivescovo Bregantini nella Presentazione dell’Opera – ha concluso la Giornalista Bojanese – fu quando l’Arcivescovo Nuzzi donò il Suo Anello Episcopale alla Chiesa di Milano, gesto che dimostra e suggella ieri, come oggi che lo ricordiamo, l’autentica amicizia tra il Cardinale Martini e l’Arcivescovo Nuzzi, fondata sui più alti Valori Cristiani, di cui non possiamo che farne memoria”.