9 novembre 1960, l'Alto Molise esce dall'isolamento

Riapre, in questa data, la ferrovia Carovilli-Castel di Sangro

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Isernia venerdì 09 novembre 2018
di La Redazione
9 novembre 1960, l'Alto Molise esce dall'isolamento
9 novembre 1960, l'Alto Molise esce dall'isolamento © Fs

CAROVILLI. Il 9 novembre 1960 riapre al transito il tronco ferroviario Carovilli-Castel di Sangro distrutto dal carro erpice della ritirata nazista durante la seconda guerra mondiale.
L'Alto Molise visse numerosi anni di isolamento, complicando non poco la vita dopo il conflitto.
Quello fu un giorno di festa. La littorina Breda Aln556, oggi in mostra al museo ferroviario di Pietrarsa, veniva accolta in ogni stazione da un bagno di folla che riconosceva al treno il merito di annullare anni di isolamento commerciale e sociale.
Quella che oggi è nota come la "Transiberiana d'Italia" grazie al lavoro della associazione Le Rotaie di Isernia, è stata quindi un vero motore economico per il territorio molisano, connettendo l'Adriatico pescarese con Napoli e potenziando le capacità di un territorio davvero sorprendente e vocato alle eccellenze.
Oggi come all'epoca, i trasporti pubblici locali sono fondamentali per ridurre le difficoltà delle aree interne e contrastare attivamente il costante crollo demografico dei piccoli borghi.
Il successo dei treni storici e le difficoltà del servizio sostitutivo su gomma nei mesi freddi aprono interessanti riflessioni sulle potenzialità di una ritrovata direttrice di collegamento che riporti l'Appennino al centro di un modus vivendi innovativo, al passo con i tempi.
L'Alto Molise, ma anche l'area abruzzese ed i suoi piccoli centri del Sangro e della valle Peligna, oggi come in quel 9 novembre 1960 hanno la possibilità di focalizzare le proprie priorità, facendo leva su di uno strumento ricco di fascino e ancora attuale come solo una linea ferroviaria dalla grande valenza ingegneristica può essere.
L'intermodalità con il trasporto privato e la rifunzionalizzazione dei manufatti per i nuovi flussi delle reti viarie sono solo alcune delle economie che il trasporto pubblico locale è capace di trainare.
9000 viaggiatori hanno scelto la Transiberiana d'Italia per i viaggi in convoglio storico nel prossimo mese di dicembre, molti ancora la sceglieranno nel 2019, la mobilità collettiva ha un alleato centenario ma in grado di fare, finalmente, numeri di tutto rispetto.
I treni efficienti e l'abbattimento del trasporto privato e dei relativi costi a famiglia sono fondamentali per un territorio che pone il welfare come priorità fondamentalmente per la vita dei piccoli Comuni e dei centri di medie dimensioni come Isernia, vere vittime della crisi economica che li ha travolti negli scorsi anni.