La storia della brigantessa Michelina Di Cesare nell'ultimo libro di Nadia Verdile

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Isernia giovedì 28 novembre 2019
di La Redazione
La storia della brigantessa Michelina Di Cesare nell'ultimo libro di Nadia Verdile
La storia della brigantessa Michelina Di Cesare nell'ultimo libro di Nadia Verdile © Maria Pacini Fazzi

MACCHIAGODENA. La brigantessa Michelina Di Cesare torna a Macchiagodena centocinquantacinque anni dopo. A riportarla nella sede nazionale dei Borghi della Lettura sarà Nadia Verdile, scrittrice di origini molisane, che presenterà in anteprima nazionale, nel paese delle sue radici, l’ultimo suo libro. Quindicesimo volume della Collana “Italiane”, di cui Verdile è direttrice, edita dalla Pacini Fazzi Editore in Lucca, il libro racconta la vita di una delle più conosciute brigantesse del periodo postunitario. Michelina, nel 1863, era stata a Macchiagodena dove aveva incontrato Nunzio Di Paola, famoso brigante macchiagodenese. «Quando ho iniziato a studiare Michelina – spiega Verdile - conoscevo di lei quello che avevo letto in rete. Dunque poco. Ho letto moltissimi libri sul brigantaggio, li ho studiati. Su Michelina sempre le stesse informazioni riportate nella cronaca dei documenti della polizia: scorribande, rapimenti, furti. In pratica non avevo niente, ma veramente niente, per scrivere la sua biografia, per raccontare la sua storia. Per qualche giorno ho pensato di desistere. Poi ho preso d'assalto i documenti d'archivio. Non quelli dei processi, quelli giudiziari che sono più o meno citati da tutti, ma quelli dello Stato Civile. È stato così che Michelina è venuta fuori con la sua storia familiare, quella vera. Di lei hanno scritto che aveva un fratello, qualcuno anche che aveva una sorella. In realtà era la decima, ultima nata in tarda età dei genitori, aveva due sorelle e cinque fratelli vivi quando è venuta al mondo. Per questo ho riportato nel libro le date. Di lei hanno tutti scritto che è stata sposata a Rocco Tanga per meno di un anno. In realtà sposò Rocco Zenca (o Zenga come dice l'atto di morte) nel 1860, rimase vedova nel 1863.

Non era l'amante di Francesco Guerra ma ne divenne la donna e poi la moglie dopo essere entrata nella banda. Non sapeva leggere e scrivere come attesta la sua promessa di matrimonio e il certificato di nozze (una ha scritto che leggeva Ivanhoe), è stata povera tra i poveri, usata dai possidenti come tutti i braccianti. Per ricostruire usi e costumi, paghe e abitudini alimentari e mediche della Terra di Lavoro in quegli anni ho studiato tanto ed è stato bellissimo. Emozionante averla ritrovata a Macchiagodena e a Roccamonfina, il paese del mio compagno di vita. Ho provato a raccontarla come donna, che è l'obiettivo della Collana. Ho avuto molti dubbi, per la prima volta ho dovuto usare il "vero poetico", è stato per me difficile». Chi erano le brigantesse? Sui monti, nei boschi, alla macchia, decine e decine di giovani donne combatterono una guerra nella guerra. Alcune scelsero, altre furono costrette, altre ancora capitarono in quelle scelte senza averne consapevolezza, per mera necessità.

In questo contesto si inserisce la vicenda personale e poi pubblica di Michelina Di Cesare. Ricostruire la sua vita prima del suo ingresso nella banda di Francesco Guerra è quasi impossibile. Finora non si era cimentato nessuno. Le notizie pervenute raccolte in molti testi, cartacei e on line, sono spesso imprecise, errate e a volte molto fantasiose. Questo libro restituisce verità su di lei e sulla sua famiglia, sulla sua vicenda matrimoniale e sui tempi effettivi del suo “battesimo” nel mondo dei briganti. Michelina scelse per necessità, per bisogno di libertà, per sete di giustizia e per solitudine. Poi si innamorò, ma quella fu un’altra storia. Il libro sarà presentato sabato pomeriggio, nella Biblioteca comunale di Macchiagodena, alle 17.30. Dopo i saluti del sindaco Felice Ciccone, di Vincenzo Cotugno, Assessore alla Cultura Regione Molise e di Roberto Colella, Presidente dei Borghi della Lettura, parlerà con l’autrice il giornalista Giovanni Mancinone. La serata sarà accompagnata dagli interventi musicali di Anthony Ciccone e Armando Massaro.

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