Partito Comunista dei Lavoratori: "Se un'azienda licenzia, va nazionalizzata"

"Non ci si potrà fare illusioni sugli esponenti del potere locale o centrale che rappresentano da sempre gli interessi dei padroni e del capitale contro la classe operaia"

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lunedì 03 febbraio 2020
di La Redazione
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Unilever © Iserniaweb

POZZILLI. "La lotta ad oltranza iniziata dalle maestranze dell’Unilever di Pozzilli è un grande esempio per la classe lavoratrice molisana e ci rivela come sia necessario, per avere più forza, unire tutte le lotte e le vertenze in atto nel Molise in un’unica piattaforma rivendicativa per il lavoro, da Termoli a Venafro. Ed in questo senso si rivolge un appello in primis sul piano dell’azione sindacale.

La manifestazione sulla statale che parte dai cancelli dell’azienda di lunedì 3 febbraio ha talmente consenso che si sono riusciti ad evitare anche i decreti liberticidi di Salvini, che prevedano pene e multe salate per tali iniziative operaie.

Certo, pur di difendere il pane quotidiano si cerca anche il sostegno di governanti locali verso il Ministero delle attività produttive, l’appoggio del vescovo e quant’altro, e d’altro canto nessuno di loro potrà mai rifiutare di sfilare a sostegno della lotta vista la pressione sociale.

Ma di sicuro non ci si potrà fare illusioni sugli esponenti del potere locale o centrale che rappresentano da sempre gli interessi dei padroni e del capitale contro la classe operaia: il risultato dipenderà solo dalla pressione e dalla forza dei lavoratori, dalla coscienza di classe che questa lotta operaia saprà portare avanti.

Più sarà persistente, radicale e unita la lotta dei lavoratori, più crescerà la possibilità di respingere al mittente la paventata chiusura dello stabilimento di Pozzilli, e di rispondere all’arroganza padronale con una forza uguale e contraria, a partire dalla organizzazione dell’occupazione della fabbrica, dalla rivendicazione del controllo operaio sulla produzione e dei libri contabili aziendali.

Quando un’azienda come l’Unilever di Pozzili licenzia 500 lavoratori, il governo locale e centrale rispondono che non hanno alcun “potere coercitivo” verso i padroni in nome del “libero mercato”, fingendo di ignorare che il lavoro è un diritto essenziale per la vita di una persona e che la fabbrica è in fondo il prodotto del lavoro delle maestranze.

Perciò questa battaglia quotidiana ed immediata alla Unilever di Pozzilli per la difesa del lavoro, come tutte le altre che sono in corso nel Molise ed in Italia, avrà ancora più forza se si riesce a legare anche ad una piattaforma rivendicativa più generale: la nazionalizzazione delle aziende che licenziano come l’Unilever di Pozzilli, senza alcun indennizzo ai padroni, sotto il controllo dei lavoratori.

Una rivendicazione che come Coordinamento unitario della sinistra di opposizione stiamo cercando di portare avanti in Italia come nel Molise, pur con le nostre forze attualmente modestissime in loco.

È disumano che centinaia di lavoratrici e lavoratori siano trattate i come limoni da spremere e poi gettar via per fare più profitti!

La vicenda dell’Unilever di Pozzilli è per il Molise come in Italia lo sono i casi Whirpool, Ilva, Embraco, Bekaert, Mercatone Uno, Conad, Unicredit, Alitalia, e come per esse anche la paventata chiusura dell’UNILEVER di Pozzilli è uno scandalo sociale inaccettabile.

È necessaria una svolta radicale e veramente risolutiva. Solo la nazionalizzazione, sotto il controllo delle lavoratrici e dei lavoratori e senza alcun indennizzo al padrone dell’azienda dopo tutti i miliardi a perdere che hanno ricevuto dallo Stato, è possibile salvaguardare l'occupazione.

Se un’azienda licenzia va nazionalizzata a tutela del lavoro.

Se i padroni vogliono licenziare i lavoratori siano i lavoratori a licenziare i padroni."

PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI - SEZIONE MOLISE