Sanità, «Si continua a morire, dopo Roma scendiamo in piazza in Molise!»

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Isernia sabato 08 febbraio 2020
di La Redazione
Sanità, «Si continua a morire, dopo Roma scendiamo in piazza in Molise!»
Sanità, «Si continua a morire, dopo Roma scendiamo in piazza in Molise!» © Andrea Di Paolo

PORTOCANNONE. «Dopo Roma ora Campobasso... Rivoluzione culturale necessaria. Il cambiamento avverrà se saremo capaci di sradicare la mentalità dello struzzo , del silenzio e dell'apparenza». È quanto scrive Andrea Di Paolo del comitato di aggregazione di liberi cittadini in lotta per la sanità pubblica in vista della manifestazione di martedì 3 marzo.

«La politica molisana e in primis regionale continua sulla strada dell'arroganza e del "me ne frego", al tappeto i diritti primari per i molisani, la sanità pubblica non garantita, servizi allo sbando e rischio serio di morire mentre le tasse pagate dalla gente vengono ingurgitate e usate per ingrassare i pochi privati, situazione vergognosa che persiste anche per merito dell'immobilismo collettivo, paura di disturbare I manovratori ?

Qui si continua a morire ma anche a dormire volutamente ma anche per paura, a mettere un piede in due scarpe e a servire il padrone di turno, pratiche che anche alcuni sindaci, amministratori, una parte di stampa locale e pseudo parte sociali applicano quotidianamente a discapito di molti, ma sta arrivando il capolinea anche per loro, la strada per l'alternativa reale anche con numerose difficoltà la stiamo tracciando da tempo e solo con la crescita delle coscienze può diventare un'onda che li travolgerà, solo la base può farlo, la dimostrazione è stata la manifestazione di protesta portata a Roma sotto Montecitorio dove la dignità con la contestazione ha parlato molto chiaro, le assemblee preparatorie territoriali e altri momenti di lotta sono sempre necessari per costruire il percorso e l'iniziativa.

Vale lo stesso per la manifestazione in Molise del 3 marzo, dentro i pullman e le macchine che raggiungeranno il punto della protesta non ci saranno solo numeri ma tante persone coscienziose che sono stufe di essere umiliate da una classe politica inetta e strafottente che sta distruggendo non solo il quotidiano ma soprattutto sta facendo tabula rasa dei diritti al futuro buio dei nostri figli.Non lo permetteremo!

Il 3 Marzo è un'altra tappa di lotta fondamentale per ripristinare lo stato dei diritti e del servizio sanitario pubblico.
Non siamo cavie di nessuno, andate via! La rivoluzione culturale vi porterà il conto».