Pochi segretari nei Comuni e nelle Province

Lavoro ed economia
Isernia venerdì 20 settembre 2019
di La Redazione
Targhetta
Targhetta © Alto Friuli Oggi

MOLISE. Nel tempo le norme di regolazione del ‘turnover’ sono state modificate almeno tre volte (dalla legge n. 145/2018, sino all'art. 33 del d.l. n. 34/2019, convertito nella legge n. 58/2019). Ne ha risentito anche la categoria dei Segretari comunali il cui reclutamento rimane fermo alle 3.500 unità in servizio.

Un numero largamente insufficiente per i bisogni degli enti locali. In effetti, vi sono province che, per essere coperte, richiedono convenzioni tra cinque Sedi mentre è stato registrato l'ennesimo rinvio della prova preselettiva del corso-concorso pubblico, per esami, per l'abilitazione ai fini dell'iscrizione nella fascia iniziale dell'Albo, definito “sconcertante” dall'Unione nazionale della categoria che chiede concorsi più veloci. Invece il rinvio delle preselezioni allunga i tempi per l'immissione in ruolo dei nuovi Segretari comunali. Queste ultime, invece, seppure non avrebbero consentito di rimediare alla gravissima carenza in atto, quanto meno avrebbero permesso di tamponare i pensionamenti più immediati. Per ciò stesso si ha l'impressione che l'abolizione della categoria, prevista dal fallito tentativo di riforma della dirigenza nel governo Renzi, venga perseguita non tanto in via formale (mediante previsioni normative) quanto piuttosto in via di fatto.

Lo sottolinea il sindacato ‘Fedir’ in una nota rivolta al Sottosegretario agli affari interni e territoriali (Carlo Sibilia). Sembra, in sostanza, che vi sia l'interesse ad incrementare quanto più possibile le sedi vacanti, in modo da creare le condizioni per ‘aprire’ l'Albo ed attribuire certe funzioni ad altri dipendenti, prescindendo dalla selezione concorsuale, con un occhio molto attento alla possibilità - per i Sindaci - di scegliersi persone di fiducia, in palese contraddizione con i compiti della categoria che - per quanto strettamente connessi alla leale collaborazione con gli organi di governo - debbono caratterizzarsi per terzietà, date le molte funzioni di controllo e garanzia a cui sono deputate. Per ciò stesso il sindacato ha invitato i Segretari a rinunciare ad ogni incarico a scavalco, in modo da indurre ad un'accelerazione sulle assunzioni oppure a far venire allo scoperto un probabile disegno di abolizione (per consunzione!) della categoria.

A tranquillizzare quest’ultima intervenne l’ex-vice-Ministra all'economia Laura Castelli che preannunciò l’emanazione di un prossimo intervento normativo volto a risolvere il problema: “Siamo consapevoli della grave carenza di Segretari comunali, soprattutto nei piccoli Comuni; ed abbiamo lavorato per predisporre una norma che verrà inserita nel primo provvedimento utile. Sono già sul tavolo alcune ipotesi (che trovano anche il consenso degli interessati, e su cui in ogni modo si può lavorare per condividerle fra tutti gli attori istituzionali) tra cui una procedura di immissione accelerata per il COA 7; vale a dire l'ampliamento, e la rimodulazione, delle fasce demografiche inerenti le categorie C e B dei Segretari comunali ed una rivisitazione delle modalità di convenzione tra i Comuni per le sedi di segreteria convenzionata”.

Il 23 giugno scorso c’è stato un secondo rinvio. In Gazzetta ufficiale era attesa la comunicazione contenente il diario della preselettiva del concorso per Segretari comunali e provinciali. Il bando, pubblicato lo scorso 28 dicembre, avrebbe dovuto vedere il reclutamento di 291 borsisti. Il Segretariato comunale e provinciale è un organo monocratico che svolge attività di collaborazione e di assistenza giuridico-amministrativa. La partecipazione alla pubblica selezione consente agli aspiranti di essere ammessi al corso di formazione (della durata di un anno) e, di conseguenza, di iscriversi all’Albo. Al termine della procedura i vincitori verranno ammessi al corso di formazione e dovranno svolgere un tirocinio della durata di tre mesi in una, o più, Amministrazioni locali. La verifica finale, consistente in un colloquio orale con discussione di una tesi, contribuirà a formare la graduatoria finale del concorso.

Claudio de Luca