«Psa-Fca, non poteva essere e non sarà una fusione alla pari»

Lavoro ed economia
Isernia giovedì 07 novembre 2019
di La Redazione
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TERMOLI. «Psa-Fca, non poteva essere e non sarà una fusione alla pari». Lapidaria l'inversione dell'ordine aziendale da parte dell'Usb Molise e dei delegati allo stabilimento di Termoli della Fca, sul progetto di integrazione tra i due gruppi.

«Come nei migliori matrimoni d'interesse, chi porta in dote le risorse più importanti comanda, ed è esattamente ciò che sta avvenendo nella fusione tra Fca e Psa. Psa si è presentata con 15 anni di lavoro di ricerca e sviluppo sulle motorizzazioni elettriche alle spalle e ben quattro vetture nella top ten delle auto elettriche più vendute al mondo, attuando politiche di crescita, attraverso acquisizioni e potenziamento del settore. Fca è quel poco che rimane dell’auto, dopo una operazione finanziaria che voleva ed ha ottenuto di far crescere un capitale azionario. puntando su altri settori (ad esempio banche, giornali), scorporando, dismettendo e monetizzando tutto ciò che fosse ancora appetibile. E il punto è che il settore auto, soprattutto utilitarie, è quello che rappresentiamo noi, coi nostri posti di lavoro!

Siamo all’ultimo passaggio, il matrimonio è fatto! L’ultima figlia, quella vecchia e racchia è sistemata! Ma quella figlia siamo noi! E immediatamente i mercati Fca hanno subito un’impennata poiché “si sono levati il guaio”! Per questo Psa ha dettato le sue regole a Fca.

Il gruppo francese ha chiesto e ottenuto di mettere un suo uomo al comando della nuova società, e la maggioranza al consiglio di amministrazione (5 su 6!), mentre all'azienda italiana andrà la presidenza, che in termini decisionali vale più o meno quanto il due di coppe a briscola, quando comanda bastoni! L'enorme ritardo sulle motorizzazioni elettriche da parte di Fca rispetto a quasi tutte le altre case costruttrici aveva creato un gap incolmabile nel mercato dell'auto ecosostenibile , ed è questo ritardo che ha spinto l'azienda italo-americana a cercare forsennatamente un partner che potesse venirle in soccorso.

Fca ci aveva provato con altri gruppi, l'ultimo in ordine di tempo Renault, senza successo. Dopo tanto girovagare, finalmente sembra essere riuscita a trovare un alleato, ma a che prezzo? E soprattutto chi ne pagherà le conseguenze?

In una lettera congiunta Psa Fca ribadiscono la volontà di tenere aperti tutti i siti di produzione, che non significa assolutamente piena occupazione; nella stessa lettera, all'ultimo punto, scrivono che non possono garantire gli impegni presi nei punti precedenti, come dire "qui lo dico e qui lo nego", se queste sono le premesse iniziamo malissimo!»