«Blindare anche i lavoratori dell'indotto», Apetino (Fim-Cisl) a tutela del bacino occupazionale Fca

Lavoro ed economia
Isernia venerdì 08 novembre 2019
di La Redazione
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Da sinistra Mascolo, Bologna e Apetino
Da sinistra Mascolo, Bologna e Apetino © Termolionline.it

TERMOLI. L’abbiamo inseguito e grazie all’impegno del segretario generale della Fim-Cisl Riccardo Mascolo, siamo riusciti ad avere una battuta da parte di Raffaele Apetino, responsabile auto di Fim nazionale, sulla fusione Fca-Psa. Per Apetino, «Fusione necessaria ma vanno blindati siti e occupazione in Italia».

«La notizia della fusione tra Fca e Psa non ci giunge nuova anche perché soltanto quattro mesi fa Fca era ad un passo dalla fusione con Renault, fusione saltata per varie responsabilità in capo al governo francese. Quella con Psa sempre multinazionale francese è una fusione al 50% che ha tanti punti di forza industriale ma allo stesso tempo per noi va attenzionata in modo particolare dal punto di vista occupazionale. Da questo punto di vista abbiamo richiesto un incontro con carattere di urgenza con la direzione di Fca Italia perché è fondamentale discutere prima e non dopo tutte le possibili evoluzioni del gruppo che in Italia occupa oltre 65 Mila addetti e circa 145 Mila dell’indotto.

Se da un lato nascerebbe il quarto produttore di autovetture nel mondo dall’altro lato è visibile una sovrapposizione delle piattaforme soprattutto sul segmento B. Stesso ragionamento, su cui ci stiamo confrontando anche con i colleghi sindacalisti francesi, vale per le produzioni dei motori e della componentistica. Al Governo Italiano abbiamo spiegato che non accetteremo azioni predatorie da parte di Psa e pertanto è necessario che il Premier Conte si renda parte attiva di questa fusione appena iniziata per evitare ciò che in questi anni stiamo soffrendo, una delocalizzazioni e chiusure di stabilimenti che stanno mettendo in ginocchio migliaia di famiglie di lavoratori».