«Noi esclusi dal concorso per allievi agenti di Polizia solo perché abbiamo più di 26 anni»

Lettere al direttore
Isernia martedì 05 novembre 2019
di La Redazione
Auto polizia
Auto polizia © pugliapress.it

VASTO. Riceviamo e pubblichiamo la seguente testimonianza: "Sono un ragazzo di 28 anni, Le scrivo la presente, a nome di tutti noi ragazzi “condannati dallo scorrimento della graduatoria del concorso 893 allievi agenti Polizia di Stato del 2017”, al fine di illustrare la situazione che, in questo periodo, sta penalizzando un corposo gruppo di giovani, di cui faccio parte.



All’interno del “Decreto Semplificazioni”, attraverso cui è stato possibile attingere mediante scorrimento dalla graduatoria di un concorso ministeriale riguardante la Polizia di Stato, per ampliare le unità in tale Forza dell’Ordine, è presente una grave discriminazione relativamente all’ Art. 11 comma 2-bis, del decreto legge n.135/2018 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12/2019, che rimanda al medesimo decreto.
Nello specifico, con tale Art. si è dato avvio ad un processo retroattivo con cui sono stati esclusi migliaia di giovani dallo scorrimento della graduatoria del concorso “893 Allievi Agenti della Polizia di Stato” emanato il 26 maggio 2017, poiché a detta del suddetto decreto, non possedevano i nuovi requisiti previsti.
L’esistenza di tale graduatoria – 893 Allievi Agenti della Polizia di Stato – può essere contestualizzata all’interno del Concorso 1148 Allievi Agenti della Polizia di Stato – pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – 4^ Serie Speciale “Concorsi Ed Esami” – del 26 maggio 2017 – e in tal senso, se non si considerasse tale imprescindibile legame, la graduatoria stessa non avrebbe alcun fondamento né valenza.
Nel marzo 2019 è stato dato avvio al procedimento finalizzato “all’assunzione di 1.851 allievi agenti della Polizia di Stato, mediante scorrimento della graduatoria della prova scritta di esame del concorso pubblico per l’assunzione di 893 posti di allievi agenti della Polizia di Stato” di cui sopra, approvato con il “Decreto Semplificazioni”.
In tale contesto, con profondo rammarico, le sottolineo quanto arbitrariamente sia stato deciso,
escludendo e penalizzando chi, alla data del 1 gennaio 2019, avesse più di anni 26 o non avesse conseguito il diploma di Istruzione secondaria, contrariamente a quanto stabilito dal bando di concorso del 2017.
Ad oggi, noi ragazzi continuiamo a domandarci come sia possibile giuridicamente considerare questo nuovo procedimento di assunzione indipendente dal precedente, dal momento che la graduatoria, da cui sono stati convocati tramite “scorrimento” i candidati per poter espletare l’iter concorsuale, dipenda strettamente dal concorso del 2017.
Inoltre, la graduatoria così selettivamente modificata, sembrerebbe quasi una convocazione diretta e non meritocratica. Difatti, molti candidati che hanno conseguito voti altissimi, sono stati esclusi dalla stessa favorendo in questo modo candidati, sì più giovani e in possesso del diploma di scuola secondaria, ma con voti di gran lunga inferiori (i candidati esclusi hanno conseguito anche 76/80 e si sono visti scavalcare da chi invece aveva conseguito 66/80, con un differenziale di 10 domande errate in più).
Con l’avvio del procedimento amministrativo, datato 13 marzo 2019, all’interno del quale sono stati inclusi solo coloro in possesso dei nuovi requisiti, siamo stati costretti a ricorrere presso il Tar del Lazio il quale, in prima istanza, ci ha concesso la sospensione del giudizio, consentendoci, in qualità di ricorrenti, di poter ultimare l’iter concorsuale e ritenendo pregiudizievole tale operato da parte dell’Amministrazione.

In seguito, ad ulteriore scorrimento avvenuto in data 7 Giugno 2019, ha visto tagliare fuori un ulteriore tranche di ragazzi con punteggio che va da 8,750 a 8,250.

Nonostante, parecchi di noi abbiano fatto un ulteriore ricorso al Tar del Lazio, attraverso il quale

ci è stata concessa la sospensione del giudizio, ammettendo anche noi del secondo scorrimento ad ultimare tutto l’iter concorsuale, ad oggi Novembre 2019 nessuno di noi ha visto ancora chiamarsi a visita.
Contrariamente alle nostre banalissime speranze, che abbiamo coltivato per un lasso di tempo relativamente breve, non essendo stati minimamente menzionati, abbiamo dovuto ricorrere nuovamente presso il Tar del Lazio per chiedere che venisse rispettata la sospensione del giudizio inerente al nostro espletamento dell’iter concorsuale, ottenendo nuovamente un esito positivo a nostro favore.


Vista e considerata dunque, la “non ottemperanza” della sospensione del giudizio, ad oggi, ci sono stati arrecati non pochi danni di svariata natura, in particolar modo per la nostra futura carriera.
Noi ci sentiamo trattati come “merce” scaduta, “come vecchie scarpe rotte”, come perdenti e falliti, come persone che, nonostante abbiano solide esperienze di vita, per lo Stato non sono abbastanza. A parità di sacrifici, in termini di tempo ed economici anche sostenuti dalle nostre famiglie, siamo stati trattati diversamente rispetto a coloro che oggi hanno invece iniziato il corso di formazione,

o che quanto meno abbiano potuto ottemperare il loro iter concorsuale, nonostante l’essere over 26, come noi.

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