L'era tutto sbagliato? Tutto da rifare? Avanti coi decreti delegati

Politica
Isernia venerdì 08 febbraio 2019
di Claudio de Luca
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Il Governo Conte
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LARINO. Luigi Di Maio può vantare un successo significativo in materia di semplificazione. Si è intestata una delega a riformare, con altrettanti decreti attuativi, importanti settori della P.a. Per migliorare la qualità e l'efficienza dell'azione amministrativa, il Governo chiederà al Parlamento di potere intervenire su 19 materie (anche di legislazione concorrente, ‘condivise’ cioè tra Stato e Regioni). Si tratta di deleghe a 360° che toccano perfino gli appalti, la riforma del Codice civile ed il Codice della strada, fino al riordino della Giustizia amministrativa e tributaria (d.d.l. di legge-delega-omnibus del 12 dicembre 2018) e dovranno essere adottate entro 2 anni. Entro 45 gg. dovrà esprimersi la Conferenza unificata ed il Consiglio di stato, nonché la Commissione parlamentare per la semplificazione e quelle parlamentari competenti. Una volta spirato il tempo, i dlgs potranno essere adottati. Entro un anno dall'entrata in vigore della legge, verrà istituita la Commissione permanente, monitorato dall'Unità per la semplificazione, organismo di supporto del Ministro della F.p. Le deleghe sono 20 in tutto ed hanno un'ampiezza tale, al pari di quelle su energia e fonti rinnovabili, da lasciare ipotizzare già più di un dubbio di costituzionalità. Sostanzialmente sono in bianco perché, pur delineano i confini delle materie oggetto di delega (art.76 Cost.), danno criteri direttivi generici che - in poche righe - prospettano interventi radicali su materie molto ampie. A tale proposito è stato osservato che il Parlamento consegnerebbe le chiavi della legislazione all'Esecutivo nei settori dell'energia, su politica e strategia energetica nazionale, su energia elettrica, produzione e trasporto del gas, energie rinnovabili, risparmio energetico, liberalizzazioni in materia di gas e energia, prezzi e tariffe dei prodotti energetici.

L'adozione di un nuovo Codice per gli appalti rientra tra gli obiettivi per “restituire semplicità e chiarezza di linguaggio, privilegiando una disciplina per principi e indicando nella rubrica di ciascun articolo il corrispondente articolo delle Direttive europee cui è data attuazione”. Tra gli obiettivi della delega c’è anche la previsione di procedure differenziate per i contratti di lavori, per servizi e forniture inferiori alle soglie Ue ed il riconoscimento di maggiore “discrezionalità e responsabilità alle stazioni appaltanti”. In materia di lavoro il Governo punta ad agevolare l'apprendistato, semplificando gli adempimenti in capo al datore di lavoro relativi agli obblighi di formazione. Tra gli obiettivi anche la razionalizzazione delle funzioni e dei compiti amministrativi in materia di servizi per l'impiego e politiche del lavoro, nel rispetto del riparto di competenze tra Stato e Regioni.

Ma la delega più ampia è sicuramente quella per la revisione e l'integrazione del Codice civile. Il Governo punta a coordinare la disciplina delle associazioni e delle fondazioni (ad esclusione di quelle bancarie) con la recente riforma del 3° settore. Tra gli obiettivi, consentire la stipulazione di accordi (in forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata) volti a regolare quelli personali e patrimoniali nonché i criteri per l'educazione dei figli. In materia successoria, il Governo vuole trasformare la quota riservata agli eredi legittimari dagli artt. 536 e segg. C.c. in una quota (del valore del patrimonio ereditario al tempo dell'apertura della successione) garantita da privilegio speciale sugli immobili che ne fanno parte o da privilegio generale sui beni mobili costituenti l'asse ereditario. Infine, in materia contrattuale si prevede una stretta sulla mancata comunicazione della controparte di informazioni di rilievo determinanti per il consenso. E verranno disciplinati i casi in cui pratiche negoziali ingannevoli, aggressive o comunque scorrette determinano l'invalidità del contratto concluso. Insomma la carne a cuocere è tanta. Ma, più che semplificazione, parrebbe un’appropriazione indebita.

Claudio de Luca