Sanità, il consigliere Buono: «Investire su strutture pubbliche e punti di emergenza»

Politica
Isernia mercoledì 17 aprile 2019
di La Redazione
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Stefano Buono
Stefano Buono © molisenetwork.net

VENAFRO. Si ha urgente necessità di invertire radicalmente la rotta rispetto a quanto fatto negli ultimi anni in tema di riorganizzazione sanitaria. Abbiamo assistito ad una stagione di tagli che, però, non sono riusciti a colmare il rilevante debito tutt’ora presente in modo significativo. Si avrà la possibilità di farlo concretamente con la redazione del prossimo piano operativo Sanitario 2018-2021.

Bisogna quindi investire, e non disinvestire, com’è invece avvenuto in questi anni in Molise, sugli ospedali pubblici, i cui costi di gestione ordinaria, oltretutto, hanno continuato e continuano a gravare, improduttivi, sulla collettività.

La priorità tra le urgenze è senz’altro costituita dall’esigenza di configurare sul territorio una rete di emergenza-urgenza funzionale e funzionante. Nonostante l’impegno del personale medico e paramedico, per via di scelte programmatiche errate, non riusciamo ad avere un Pronto Soccorso ed un Punto di primo intervento che siano davvero in grado di far fronte alle emergenze.

In particolar modo vanno valorizzate le strutture, come il SS Rosario di Venafro, ad esempio, che hanno storicamente dimostrato di chiudere il bilancio in attivo e attrarre pazienti da fuori regione. Dal punto di vista strutturale e sismico rappresenta ancora oggi uno degli ospedali meglio messi a livello regionale.

Dal punto di vista geografico, essendo posto a confine con più regioni, risulta essere naturalmente vocato all’attrazione di pazienti non molisani.

Non bisogna rivendicare solo il ripristino del punto di primo intervento o piccoli accorgimenti; bisogna capire e gridare con forza che questo ospedale, per i motivi elencati e molti altri ancora, può e deve essere completamente rivalutato nel prossimo Piano Operativo Sanitario.

Solo investendo sarà possibile mettere gli operatori nella condizione di configurare una sanità d’ eccellenza raggiungendo l’ambizioso obbiettivo di attrarre pazienti da fuori regione, fare quindi mobilità attiva ed attrarre risorse economiche per ridurre il debito ed al contempo erogare i servizi ed i Lea al cittadino.