Sanità, Buono (Pd): «Occorre una visione d'insieme»

Politica
Isernia martedì 09 luglio 2019
di La Redazione
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Stefano Buono
Stefano Buono © molisenetwork.net

VENAFRO. «I Provvedimenti di chiusura del punto nascita di Termoli ripropongono con forza all’attenzione del dibattito politico regionale il tema di straordinaria importanza della sanità». Esordisce così in una nota Stefano Buono, dirigente regionale del Pd e consigliere comunale di Venafro.

«Innanzitutto possiamo affermare con chiarezza, fuori dalle speculazioni che stanno caratterizzando il ragionamento politico di questi giorni, che le responsabilità sono attribuibili a coloro i quali negli ultimi quindici anni hanno ricoperto la carica di Commissario ad Acta e, quindi, sia al Centro - destra che al Centro - sinistra. Non siamo ancora riusciti dare ai Molisani una sanità degna di questo nome: da una parte ad azzerare il debito che pesa sule tasche dei cittadini molisani e, dall’altra, ad erogare i servizi ai cittadini e quindi a raggiungere i Livelli Essenziali di Assistenza.

Assodato ciò, consapevoli ormai degli errori evidenti ed oggettivi commessi dalla classe politica durante il recente passato, e consci anche della qualità del personale medico e paramedico che ha continuato e continua incessantemente e quasi eroicamente, nonostante l’assenza degli idonei strumenti, ad operare faticosamente, dobbiamo pensare quale possa essere una proposta di riorganizzazione sanitaria in grado finalmente di risolvere le problematiche di un sistema, ad eccezione di pochi casi, quasi al collasso.

Oggi abbiamo un commissario ed un sub-commissario nominati dal governo giallo- verde e nell’ immediato si dovrà redigere il Piano Operativo Sanitario 2019 – 2021 che sarà lo strumento e l’ambito attraverso il quale si avrà l’opportunità di cambiare ed invertire la rotta. Assistiamo a legittime e giuste rivendicazioni per la chiusura di reparti, per l’assenza di pronto - soccorsi realmente funzionanti, per i tempi di attesa insostenibili quando si prova a prenotare un esame.

Ecco perché si deve arrivare con una visione generale della riorganizzazione sanitaria da proporre prima che venga definitivamente scritto il POS 2019-2021. Il Molise ha 300.000 abitanti ed un bilancio all’interno del quale il settore sanità pesa tra il 70 e l’80 %; se non riesce ad impostare una configurazione sanitaria efficiente ed efficacie che sia in grado, facendo buona sanità, di attrarre pazienti da fuori regione, il sistema è insostenibile. Questa è una verità che possiamo dircela una volta per tutte.

Quindi chiedere ed ottenere, come richiesto ed ottenuto per altre Regioni con le caratteristiche del Molise, deroghe al D. Balduzzi ed alla normativa vigente che consentano di avere maggiori risorse. Alla luce anche dell’ultimo decreto che elimina il blocco del turn- over e facendo un ulteriore sforzo per stabilizzare il personale da troppo tempo bloccato, bisogna investire sulla sanità pubblica anziché chiudere gli ospedali per tentare di risparmiare come spesso è accaduto negli ultimi anni. Investire in particolar modo, e questo è uno dei principi fondamentali che dovrebbe informare il prossimo POS 19/21, sugli ospedali di confine per la loro naturale capacità di attrazione di utenza da fuori Regione.

Venafro è forse l’esempio forse tra i più significativi da questo punto di vista, trattandosi di una struttura che storicamente riusciva non solo ad attrarre pazienti dall’hinterland ma anche a chiudere il bilancio in positivo e che è stata invece declassata completamente e conserva quasi esclusivamente solo costi di gestione che, improduttivi, gravano sulla comunità.

Quindi chiedere deroghe ed ottenere maggiori risorse, investire sulle strutture pubbliche ed in particolare su quelle di confine costruendo poli d’eccellenza, sia dal punto di vista dell’assistenza ospedaliera che nella diagnostica per immagini e, questione di estrema importanza, configurare una rete di emergenza urgenza, con Pronto soccorsi e punti di primo intervento efficaci, che sia degna di un Paese civile.

Su questi temi e prima della redazione del Piano Operativo Sanitario 2019-2021 propongo una grande discussione generale che può culminare in autunno con una proposta, aldilà delle divisioni politiche, che possa essere recepita dai commissari. Prima la salute e la difesa dei diritti di tutti e poi le appartenenze partitiche».