Contratto di sviluppo, 13 sindaci molisani a Conte: siamo delusi

Politica
Isernia sabato 13 luglio 2019
di La Redazione
L'incontro a Palazzo Chigi
L'incontro a Palazzo Chigi © Termolionline.it

TERMOLI. Non sono tutte rose e viole sul contratto istituzionale di sviluppo del Molise.

Ben tredici sindaci hanno messo per iscritto il proprio e collettivo disappunto.

«Preg.mo Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e Preg.mo Amministratore Delegato Invitalia Domenico Arcuri,

Il Contratto Istituzionale di Sviluppo del Molise, ha rappresentato un momento importante di confronto tra il Governo centrale ed il territorio. In particolare le Vostre partecipazioni dirette hanno testimoniato la vicinanza reale e l’interesse tangibile verso questo strumento strategico. Alle premesse di assoluto rilievo, di straordinarie prospettive, sono seguite purtroppo delle storture che hanno snaturato i principi a noi illustrati, facendo venir meno i punti inamovibili evidenziati: strategicità, cantierabilità, livelli di progettazione ed in particolare la necessità di non candidare opere di messa in sicurezza in quanto per tali interventi erano già attivi altri canali di finanziamento. Ad oggi leggendo la graduatoria di questa prima fase, si fa davvero fatica a comprendere il rispetto dei parametri presentati e dati come punti fermi, ed in considerazione che buona parte degli interventi proposti non hanno tali requisiti, tutto diventa opinabile.

Di certo non possiamo accettare che anziché parlare chiaramente di finanziare questa programmazione quale frutto di esclusive scelte politiche, si voglia continuare ad asserire che la graduatoria sia stata meramente frutto di applicazione degli indicatori di cui sopra. Ci sono Signor Presidente, diversi interventi, che non hanno nulla di strategico e sviluppo, bensì sono meramente inerenti la messa in sicurezza del territorio, del patrimonio pubblico e di viabilità che non possono minimamente essere letti quale propulsione di crescita socio-economica. Il cambiare le regole del gioco è, senza mezzi termini inaccettabile, così come l’aver dato l’opportunità ai privati di poter accedere a tali fondi. Gran parte degli interventi finanziati smentiscono clamorosamente la linea che ci avevate illustrato nei due incontri svolti presso la Prefettura di Campobasso, segno evidente che “le regole del gioco” non sono state valide per tutti. Ci teniamo a sottolineare che la nostra rimostranza non è la guerra o la difesa del campanile, in quanto consci che il processo di sviluppo non può attuarsi sulle singole Comunità, bensì su un contesto più ampio. Da Sindaci, seppur di piccoli centri, quali difensori degli interessi legittimi del territorio e degli attori locali che su di esso insistono, abbiamo il dovere di esprimere rammarico per il metodo utilizzato e di evidenziare, sin d’ora, il sicuro danno che si produrrà.

Ci spiace ma non è stata assicurata e garantita la partecipazione unitaria a tutti, non sono stati riconosciuti uniformemente le aspirazioni di tutte le Comunità, ed anzi si è andato bel oltre rasentando l’Illegittimità. In politica bisogna avere onestà intellettuale, rispetto degli altri e, soprattutto, assumersi la responsabilità delle azioni promosse e poi attuate, particolarmente quando si parte con dei presupposti che vengono poi stravolti.

Buona parte delle azioni finanziate non possono più essere identificate nella direzione che avevate comunicato, e che certamente avreste voluto dare al programma, viceversa con molta probabilità sono esclusivamente frutto di autonome scelte da parte di qualcuno.Una pagina già vista molteplici volte per chi fa l’amministratore locale e, pertanto, è inaccettabile che venga fatta passare come un nuovo modo di operare, con concertazione e con criteri oggettivi...sinceramente è stata una brutta copia di pagine che avremmo fatto volentieri a meno di rivedere.

cordialmente

I sindaci di Acquaviva Collecroce, Castelbottaccio, Castelmauro, Civitacampomarano, Guardialfiera, Mafalda, Montecilfone, Montefalcone nel Sannio,Montemitro, Palata, Roccavivara, San felice del Molise, Tavenna».