Calenda: «Reato di sfregio al volto, Molise anticipa le linee guida nazionali»

Politica
Isernia giovedì 18 luglio 2019
di La Redazione
Filomena Calenda
Filomena Calenda © Campobassoweb

CAMPOBASSO. «Una giornata storica per le donne, con orgoglio e soddisfazione mi preme sottolineare come il Molise, riguardo alla violenze di genere, recentemente si sia dotato di una legge all’avanguardia che, di fatto, ha anticipato le linee guida inserite nella norma varata ieri dal Parlamento», questo il commento di Filomena Calenda, presidente della IV Commissione Regionale Permanente sul cosiddetto “Codice Rosso”, il ddl approvato anche dal Senato e che dispone misure più attuali e stringenti per tutelare le vittime di maltrattamenti psicofisici. «Un importante strumento di contrasto alla violenza di genere perché tiene conto del fattore tempo, con l’ascolto immediato dei soggetti che subiscono tali condotte e inasprisce le pene nei confronti dei responsabili», ha continuato Filomena Calenda.

Tra le novità della norma c’è anche il reato di sfregio al volto, inserito finalmente nel codice penale. Per la nuova legge chiunque provochi lesioni che hanno come conseguenza la deformazione o la sfregio permanente del viso è punito con la reclusione da otto a quattordici anni. Se lo sfregio causa la morte c’è la condanna all’ergastolo.

«Riguardo a quest’ultimo aspetto, nella legge regionale di recente approvazione sono stati inseriti degli emendamenti che portano la mia firma volti a tutelare e supportare le vittime di danni permanenti al volto provocati da condotte violente. Attraverso tali emendamenti – ha dichiarato Calenda – si è voluto anticipare di diversi mesi, per quanto di competenza dell’ente regionale, un dettato che finalmente è divenuto legge nazionale. Bisogna ricordare, infatti, che il volto distrutto e volutamente sfregiato, mediante acidi o abrasioni da fuoco, non provoca solo danni estetici, bensì compromette per sempre la vita sociale e psicologica delle vittime. Una vera e propria morte civile e sociale che può essere contrastata attraverso strumenti di supporto e di reinserimento sociale. Oltre alla suddetta norma regionale – ha concluso il presidente Calenda –, vorrei ricordare che la Regione Molise, nello scorso bilancio di previsione, ha stanziato ulteriori fondi per sostenere i centri antiviolenza presenti sul territorio. Anche in questo caso, di concerto con le altre donne presenti in Consiglio Regionale, abbiamo deciso di mettere al primo posto la dignità delle tante donne che quotidianamente subiscono questo subdolo fenomeno».

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