«In prima linea contro il tentativo odioso di ridare i vitalizi alla Casta»

Politica
domenica 09 febbraio 2020
di La Redazione
Il senatore Fabrizio Ortis
Il senatore Fabrizio Ortis © TermoliOnLine

CAMPOBASSO. “Sarò in prima linea, sabato prossimo, insieme agli altri portavoce del MoVimento per bloccare l’odioso tentativo di ripristinare i vitalizi, privilegio medievale figlio della Casta più sfrontata esistente in Italia. La piovra della vecchia politica cerca ancora di allungare i suoi tentacoli per interessi personali: quelli di avere pensioni assolutamente non dovute dopo pochi mesi o addirittura, come avveniva in passato, dopo poche settimane, lautamente pagate dai contribuenti, che invece devono tribolare anni e anni per avere quello che hanno versato”.

Usa parole forti Fabrizio Ortis, portavoce a Palazzo Madama del MoVimento 5 Stelle, per stigmatizzare l’azione della Commissione Contenziosa del Senato che, con una sentenza apparentemente già scritta e senza essersi mai riunita, pretende di tornare al passato e ripristinare i vitalizi con una decisione attesa per il 20 febbraio. Per questo il senatore ha deciso di aderire alla manifestazione “Mai più vitalizi”, prevista il prossimo 15 febbraio in piazza San Silvestro a Roma.

Un’azione in contrasto ai principi fondamentali del MoVimento e alla delibera approvata prima dalla Camera e poi dal Senato, che imponendo il ricalcolo su base contributiva dal 1 gennaio 2019, consente di risparmiare qualcosa come 280 milioni di euro nell’arco di una legislatura e di fissare un sacrosanto principio di giustizia ed equità sociale, che stabilisce lo stesso trattamento per cittadini e parlamentari.

“A chi, con oltre 700 ricorsi, continua a sostenere l’assurda ipotesi del diritto acquisito – dichiara Ortis - noi rispondiamo decisi che si tratta di un privilegio assolutamente anacronistico. Noi i vitalizi li abbiamo eliminati e loro, la Casta, vogliono riprenderseli: non possiamo permetterlo. Sarò con il MoVimento - e con il popolo che ce lo chiede – a protestare pacificamente contro quello che Luigi Di Maio, giustamente, ha definito un osceno atto di restaurazione”.