Velocità: finita l'epoca delle sanzioni a sorpresa

Veicoli al crocevia
Isernia lunedì 14 ottobre 2019
di Claudio de Luca
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Le regole vietavano di collocare misuratori di velocità automatici all’interno di centri urbani, a meno che non vi fosse una pattuglia a presidiare per intimare lo stop al trasgressore. Oggi dovranno essere rispettati anche altri paletti. Per esempio, la Polizia locale non potrà più accertare violazioni per eccesso di velocità sulle superstrade, ed il Prefetto non potrà più autorizzare postazioni fisse sulle strade extraurbane secondarie diverse da quelle comunali. Per di più, al fine di evitare che, sulla stessa arteria, un automobilista possa incappare in più misuratori (come accade quando da un Comune si finisca in un altro), la predisposizione degli apparecchi dovrà avvenire sulla scorta di una pianificazione concertata dai vari organi di polizia. Infine, viene confermato il divieto di postazioni fisse sulle strade urbane di quartiere e sulle strade locali urbane o extraurbane. La bozza prende in considerazione anche gli apparecchi in movimento (‘scout-speed’) installati sulle auto della Polizia (e quindi invisibili agli automobilisti). Però, sul punto, si è già creato un dibattito (è necessaria, o no, la segnaletica preventiva con l’avviso?). Una circolare ministeriale esonera la polizia dal comunicare, ma i Giudici di prossimità considerano obbligatorio un avviso perché previsto dal Codice della strada. Ad ogni buon conto le nuove disposizioni prevedono l’apprestamento di sistemi di comunicazione a messaggio variabile che assolvano alla funzione di segnalamento della presenza dei dispositivi di controllo con i vincoli di distanza previsti in relazione all’ambito extraurbano o urbano.

Sulle autostrade potrà disporre, per la collocazione di postazioni mobili o fisse, la sola ‘specialità’ stradale della Polizia di Stato. I Carabinieri potranno fare gli accertamenti sulle strade extraurbane principali. Verrà soppressa la facoltà per la Polizia locale di eseguire controlli della velocità sulle superstrade. Sempre i Vigili urbani non potranno collocare dispositivi fissi sulle strade extraurbane secondarie provinciali, regionali e statali. Per conseguenza, i Comuni dovranno rimuovere i misuratori di velocità dalle superstrade e dalle strade extraurbane secondarie non comunali. Resta, invece, la competenza dei ‘Berretti bianchi’ di operare su strade urbane di scorrimento, locali o di quartiere. Le postazioni mobili, laddove presidiate, non avranno limiti manco in città, a condizione che siano state collocate ad una distanza minima di 10 km tra l’una e l’altra. Il posizionamento deve avvenire su tratti di strada regolari dal punto di vista del tracciato plano-altimetrico, evitando quelli a forte pendenza (in discesa), che sono tali da generare limitati (e non intenzionali) eccessi di velocità. Le postazioni fisse potranno trovarsi su autostrade e su superstrade e sarà obbligatorio il provvedimento autorizzatorio del Prefetto sulle strade extraurbane secondarie e sulle strade urbane di scorrimento.

La distanza minima tra due diversi dispositivi deve essere pari a 4 km sulle autostrade, 3 sulle strade extraurbane principali e su quelle extraurbane secondarie ed urbane di scorrimento veloce; di contro, per il rilevamento della velocità media, tali distanze minime scendono a 3 km sulle autostrade, 2 sulle extraurbane principali, 1 sulle strade extraurbane secondarie e 500 m sulle strade urbane di scorrimento. il cartello di avviso del controllo di velocità deve essere posizionato ad una certa distanza dall’apparecchio in modo che gli automobilisti non debbano fare brusche frenate che determinerebbero rischi per la circolazione. La Cassazione non impone una distanza minima, ma ritiene che il cartello vada posizionato con ‘adeguato anticipo’. La Direttiva Minniti fissa delle distanze minime: 250 m per autostrade e strade extraurbane principali; 150 per le strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento con velocità superiore a 50 km/h; 80 per tutte le altre strade. Il cartello non deve essere posto a più di 4 km dal misuratore. Se si trovasse oltre questa distanza l’accertamento sarebbe nullo. Le regole della Direttiva Minniti prevedono strumenti di rilevazione ben visibili ed una segnaletica che avvisi gli automobilisti. Non sono più validi gli accertamenti effettuati dal bordo di un’auto civetta o da strumenti nascosti.

Claudio de Luca